Homs: i ribelli si ritirano ed entrano gli aiuti umanitari

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Homs: i ribelli si ritirano ed entrano gli aiuti umanitari

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L'agenzia umanitaria  Syrian Arab Red Crescent è in procinto di entrare ad Homs per consegnare cibo, medicinali ed evacuare i feriti. Ad annunciarlo all'agenzia di stampa AFP, il capo del convoglio umanitario,Khaled Erksoussi, che ha dichiarato di essere sulla strada della roccaforte ribelle insieme con la Croce rossa internazionale. 

La notizia segue la decisione di “ritiro tattico” dell'esercito ribelle da Bab Amr di giovedì pomeriggio. Dopo un mese di bombardamenti e l'offensiva terrestre dell'esercito del regime di Assad iniziata mercoledì, la decisione dell'opposizione è stata motivata per salvare la vita dei 4 mila civili ancora residenti nella zona. I giornalisti delle principali testate giornalistiche mondiali, ritiratasi in Libano, dopo gli attacchi dei giorni scorsi, affermano come i combattimenti si sposteranno in aree limitrofe. Per il momento, comunque, la ritirata dei ribelli è sicuramente una vittoria significante per il Presidente Assad, con le sue truppe in grado di prevalere prima che la pressione internazionale potesse minare la coesione delle forze armate. Con la vittoria di Homs, l'obiettivo diviene la liberazione della provincia Idlib, nel nord del paese, dove diverse città hanno dichiarato la loro indipendenza dal regime.
Intanto, giovedì il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha intimato al regime siriano l'”immediato e libero accesso” del sotto segretario per le questioni umanitarie Valerie Amos a Homs e nelle zone più colpite. La dichiarazione è stata sostenuta anche da Russia e Cina, lasciando prevedere come la nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza, che si concentrerà solo sulla questione umanitaria, non incontrerà il veto dei due paesi. Anche se Putin continua a criticare l'Occidente per l'appoggio all'opposizione siriana - “Il nostro obiettivo non deve essere aiutare una parte, ma trovare la riconciliazione”, ha affermato il primo ministro russo -  per Russia e Cina sarà difficile giustificare di fronte alla comunità internazionale il mancato sostegno di aiuti alla zone più colpite.  

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