I democratici sempre più vicini ad Obama

1023
I democratici sempre più vicini ad Obama

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Appena sei mesi molti democratici del Congresso avrebbero probabilmente pagato perché il loro nome non venisse associato a quello del  presidente Obama nella stessa frase. Ma con l'economia che sta lentamente tornando, per così dire, alla vita, un cambiamento di rotta nella messaggistica da parte della Casa Bianca e una spinta da parte dei repubblicani nel radicalizzare le questioni sociali, molti rappresentanti del partito democratico stanno accettando - e in alcuni casi apertamente abbracciando – l’idea di appoggiare inevitabilmente Barack Obama nella sua prossima campagna per ricandidarsi alle elezioni presidenziali.

A Capitol Hill, i democratici hanno cominciato a parlare sempre più spesso e con toni diversi rispetto ad alcuni mesi fa di Mr. Obama e anche pubblicamente hanno esternato il totale sostegno ad alcune delle sue proposte. Sembra scontato al momento con un partito repubblicano ancora molto diviso e da cui non è ancora ben emerso chi sfiderà Obama ad Ottobre che i rappresentati del partito dell’asinello stiano tutti dalla parte del Presidente ma non è così.

Negli ultimi tempi sembra proprio che Obama abbia riguadagnato all’interno del suo stesso bacino di supportert terreno. Questo grazie ad alcune importanti proposte di legge come quella sull’aumentare la produzione petrolifera interna e la capacità di aver voluto mantenere forte l’industria automobilistica. Tuttavia Mr Presidente e i suoi seguaci non devono a questo punto sedersi sugli allori e porgere il fianco ai repubblicani visto che temi di dibattico e di possibili attacchi ce ne sono come l’aumento dei prezzi della benzina, il fallito intervento in Libia, l’escalation di violenze in Afghanistan.  

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti