I diritti civili di chi ha sviluppato l'immunità naturale al SARS-COV-2

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I diritti civili di chi ha sviluppato l'immunità naturale al SARS-COV-2

di Thomas Harrington - American Institute of Economic Research

 

Esiste una questione importante che, nel bel mezzo di tutte le chiacchere riguardo ai vaccini, non ha minimamente avuto l’attenzione che merita: i diritti civili delle persone che hanno già sviluppato l’immunità naturale al SARS-COV-2, il virus considerato la causa del Covid.

Ieri, ho avuto i risultati del test che ho effettuato per rilevare se io avessi sviluppato una risposta T-cell al virus.

Come il test sugli anticorpi che avevo fatto quasi due mesi fa, il risultato è stato positivo.

Queste due cose sembrerebbero dimostrare che, a tutti gli effetti, il mio corpo sapeva esattamente cosa fare in risposta al virus e che probabilmente ha i mezzi per disfarsene ancora nel caso in cui questo, o uno dei suoi cugini, dovesse tornare a trovarmi nel breve e medio termine.

E se anche uno o l’altro ceppo correlato dovessero tornare a visitarmi in futuro, gli studi suggeriscono fortemente che l’attacco sarebbe molto meno virulento di quello che ho superato senza eccessivi problemi a dicembre.

In un mondo anche parzialmente razionale, cosa fare in futuro riguardo al vaccino per il SARS-COV-2 dovrebbe essere qualcosa di cui discutere con il mio dottore, nella discrezione di un ambulatorio. Se me lo offrissero, lo rifiuterei educatamente. E lui, vedendo le prove nel mio fascicolo, non solleverebbe obiezioni.

E poiché i pericoli che il virus pone nei miei confronti sono molto ridotti, e la scienza ha chiaramente confermato ciò che Fauci e Maria Van Kerkhove dell’OMS hanno detto apertamente prima che qualcuno sopra di loro intervenisse – cioè che la trasmissione asintomatica delle malattie respiratorie di questo tipo è praticamente inesistente – sarei libero di vivere la mia vita come mi pare, senza una mascherina, e con completa libertà di movimento.

Invece, sono sottoposto a enormi pressioni per essere vaccinato, solo per recuperare i miei diritti fondamentali di cittadino. E anche se venissi vaccinato, dicono quelli che comandano, dovrei comunque andarmene in giro con in faccia una mascherina completamente inutile, che mi toglie il fiato e cancella la mia personalità.

E tutto questo per una malattia che, anche prima dell’introduzione dei vaccini, dava una speranza di sopravvivenza a coloro che venivano infettati di 997,5 casi su 1.000.

Le autorità civili hanno deciso, di fatto, che le società farmaceutiche totalmente coperte da ogni responsabilità, il cui passato è oscenamente costellato di frodi e di creazioni artificiali di crisi per aumentare i propri ricavi sui loro prodotti (ricordate l’OxyContin?), hanno de facto “il diritto” di costringermi a sottopormi a un vaccino sperimentale che, nel migliore dei casi, potrà al massimo darmi quello che il mio corpo a quanto sembra perfettamente funzionante mi ha già dato, senza alcun effetto collaterale.

Questo mentre mi dicono apertamente che, anche se mi sottometto al loro esperimento coercitivo governativo, probabilmente non riavrò indietro pienamente i miei diritti costituzionali.

Questa è una questione importante che merita di essere affrontata molto più diffusamente di quanto lo sia stata finora.

(Traduzione di Voci dall'estero)

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