I dubbi di Israele sul disgelo Usa-Iran
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"Trust but verify" era uno dei motti preferiti dal presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan durante i negoziati sul controllo degli armamenti con l’Unione Sovietica di Mikhail Gorbaciov, si legge in un editoriale del Jerusalem Post che espone tutti i dubbi israeliani per il disgelo nelle relazioni tra occidentale e Iran, culminato venerdì scorso con una telefonata tra il presidenti degli Stati Uniti e quello iraniano. Il primo ministro israeliano, Banjami Netanyahu, a New York per intervenire all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, sostiene che l’approccio pacifico di Rouhani verso l’Occidente sia uno stratagemma per alleggerire le sanzioni internazionali e guadagnare tempo per realizzare un'arma nucleare.
Il Jerusalem Post passa poi ad elencare i motivi che indurrebbero a diffidare delle intenzioni di Rowhani. Innanzitutto, la convinzione iraniana che il programma nucleare sia dettato dalla necessità di tutelare la propria posizione di unico stato sciita in un Medio Oriente dominato dai sunniti; in secondo luogo, il trionfo di Rowhani nelle recenti elezioni presidenziali non deve essere frainteso come l’avvio di un’era di moderazione e razionalità nella politica iraniana ma piuttosto come un cambiamento di tattica, dopo l'approccio conflittuale di Ahmadinejad, che mira a dividere gli alleati; infine, l’Iran ha motivo di ritenere che gli Stati Uniti e le altre potenze occidentali non facciano sul serio per quanto riguarda la minaccia di un'azione militare.

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