I media americani sotto attacco informatico cinese
Dopo il New York Time e Bloomberg News, arriva la denuncia del Wall Street Journal
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I media americani sotto attacco di pirati informatici cinesi. Dopo la denuncia di ieri del New York Times, anche il Wall Street Journal ha scritto oggi come hacker cinesi, probabilmente legati all'esercito della Repubblica Popolare, hanno violato i loro sistemi informatici. Secondo il quotidiano controllato dal gigante dell'editoria mondiale di Rupert Murdoch, l'attacco informatico ha avuto lo scopo “apparente di monitorare tutta la copertura della politica cinese da parte del giornale” e dimostra come lo spionaggio di Pechino sui media americani sia “diventato un fenomeno su larga scala”.
Mercoledì, il New York Times aveva denunciato come hackers cinesi si fossero infiltrati nei sistemi operativi e avessero rubato le password degli ultimi quattro mesi. Lo sforzo era focalizzato in particolar modo sulle email di Jim Yardley, direttore responsabile del Sud est asiatico con sede in India, e David Barboza, direttore dell'ufficio di Shanghai, colui che aveva scritto nell'ottobre scorso un celebre rapporto in cui ha pubblicato il patrimonio familiare miliardario del premier cinese Wen Jiabao e tutti i suoi legami economici e finanziari. Anche il Times ha dichiarato come i metodi utilizzati devono essere associabili alle tecniche utilizzate dall'esercito cinese ed ha denunciato come un attacco similare è stato condotto contro Bloomberg News, reo di aver pubblicato un rapporto a giugno sulla ricchezza accumulata da Xi Jinping, da novembre segretario del partito comunista cinese.
Il Segretario di Stato Hillary Clinton ha dichiarato giovedì che l'amministrazione Obama aveva notato un aumento negli attacchi informatici contro istituzioni, compagnie private americane e forum internazionali. Per questo, in un messaggio diretto alle autorità cinesi, il governo americano procederà a difendere da ogni tipo di intrusione illegale. Chiesto un commento sull'accaduto da AFP, il ministero della giustizia cinese ha dichiarato in una nota che l'esercito “non ha mai supportato questi attacchi, che sono per loro natura di tipo anonimo”.

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