I misteriosi cospiratori dell'assalto a Capitol Hill. L'inchiesta di Revolver

1297
I misteriosi cospiratori dell'assalto a Capitol Hill. L'inchiesta di Revolver

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Così veniamo all’inchiesta sul 6 gennaio, intrapresa dal DOJ all’insegna dello slogan “Shock and Awe”, cioè, “colpisci e terrorizza” (peraltro lo stesso della campagna in Iraq…). Tanto che alcuni rei sono stati condannati a pene durissime.

Eppure gli atti del procedimento sono pieni di riferimenti a persone misteriose – identificate solo come “individuo due”, “individuo tre” e altro – che agiscono insieme ad altri che invece sono imputati e i cui nomi sono stati resi pubblici. Persone non identificate che sicuramente non hanno nemmeno patteggiato la pena, perché agli atti risulta che tale passaggio non è stato ancora portato a compimento da un solo reo.

 

I soliti ignoti

Questi soggetti ignoti compiono le stesse azioni degli imputati, ma non vengono inquisiti: nel processo si “‘cita il ‘ruolo di leadership nella pianificazione degli eventi del 6 gennaio’ di Caldwell, il quale, ad esempio, si dà da fare per “trovare un alloggio” per l’individuo tre. Si riferiscono persino esplicitamente all’Individuo tre come ‘un terzo co-cospiratore'”. Perché, si domanda Revolver, questi soggetti non sono stati incriminati?

Si registrano poi altre analogie con gli eventi del Michigan dove, ad esempio, “sia il conducente del furgone [usato nell’azione] che il fornitore di esplosivi erano agenti dell’FBI sotto copertura… [a Washington] l’autista dell’autobus, e l’uomo accusato di aver fornito esplosivi agli Oath Keepers è un co-cospiratore non incriminato ed è semplicemente indicato come “Individuo tre”…

O ancora, a Washington come in Michigan, qualcuno si occupa di redigere mappe disegnate a mano dei luoghi dell’assalto. A Washington è “l’individuo tre”, a Lasing un agente FBI sotto copertura.

L’elenco delle attività di questi co-cospiratori ignoti nell’assalto a Capitol Hill è lungo, spazia dalla logistica (hotel e mezzi di trasporto) alle armi. Ma lungo è anche l’elenco di altri individui sconosciuti, numerati, dall’1 al 20, e altri ignoti che non hanno nemmeno un numero, quindi non si sa nemmeno quanti siano.

Di loro si sa solo che non sono stati incriminati, nemmeno l’uomo che, attraverso una app che trasforma i cellulari in walkie-talkie, dirigeva uno dei gruppi come un generale sul campo di battaglia.

 

La legione segreta

La dinamica descritta vale per tutti i gruppi coinvolti: ai Proud Boys, ad esempio, l’individuo “UCC-1” [co-cospiratore non incriminato] fornisce “radio crottografate”.

Merita particolare attenzione, tra l’altro, la costituzione dello stato maggiore dei Proud Boys, che risulta formato da sei persone: Enrique Tarrio il presidente, Joseph Biggs l’ideologo; i capi di Auburn e Philadelphia, Ethan Nordean e Zachary Rehl, più due UCC. Sia Tarrio che Biggs sono stati informatori dell’FBI, e Tarrio non sarà presente a Washington il 6 gennaio perché arrestato il giorno prima (in questo modo si è fortunosamente salvato da una pesantissima incriminazione…).

Dopo l’arresto di Tarrio, entra in gioco “l’individuo uno”, che nel processo è identificato come appartenente alla “leadership di livello superiore” dei Proud Boys. Così il giorno fatidico a dare gli ordini ai PB sono UCC-1, individuo uno e individuo 2. In pratica quasi tutto il vertice di questo gruppo era gestito da individui rimasti misteriosi.

La domanda di Revolver è banale. Nei fatti del Michigan le persone non identificate si sono poi rivelate essere collaboratori dell’FBI… anche questi misteriosi ignoti cospiratori dell’assalto a Capitol Hill erano agenti o collaboratori dell’FBI? E se sì, che ruolo effettivo hanno avuto, dato che l’infiltrazione, nel caso, risulta tanto massiva?

I media mainstream hanno rigettato l’inchiesta come complottista, e come tale è stato identificato Carlson. Un marchio destinato a durare. Resta, però, che farsi e fare domande al potere è compito dei giornali, che sono nati per questo…

 

Fallimento dell’intelligence

Amy Klobuchar all’udienza in senato dell’FBI del 2 marzo 2021 ha definito l’assalto un “fallimento dell’intelligence”, avvalorando le conclusioni di “un’indagine bipartisan del Senato sull’insurrezione del 6 gennaio che ha riscontrato fallimenti della sicurezza e dell’intelligence a tutti i livelli” una tesi accreditata da subito da tutti i media.

Ma forse il ruolo dei tanto bistrattati servizi di intelligence dovrebbe essere rivalutato alla luce, o meglio, nella nebbia degli omissis e degli “individui” in cui si sono mossi.

Tucker Carlson in un articolo del Washington Examiner del 16 giugno rincara la dose e ipotizza che “gli agenti dell’FBI sotto copertura potrebbero aver orchestrato l’assalto la Campidoglio” e sostiene che “c’è una enorme differenza tra l’uso di un informatore per scoprire cosa potrebbe fare un gruppo e pagare le persone per organizzare un’azione violenta, che è quello che apparentemente è successo il 6 gennaio secondo i documenti del governo”.

Non accreditiamo la tesi, semplicemente, al contrario di altri, la riferiamo, perché, come detto, ha puntuale riscontro negli atti giudiziari. Complottismo, forse, ma anche la tesi della fuga del Covid-19 dal laboratorio di Wuhan era stata etichettata come tale, e come tale rigettata dai media, per poi assumere la forma di un’ipotesi da verificare.

Peraltro la grancassa sulle origini del Covid-19 sta relegando all’oblio quanto sta emergendo sulla vicenda dell’assalto a Capitol Hill, che ha avuto un peso sul destino del mondo se non uguale, almeno confrontabile a quello che ha avuto la pandemia, dato che, di fatto, ha determinato il corso dell’impero.

 

 Piccole Note

Piccole Note

 

Piccole Note è un blog a cura di Davide Malacaria. Questo il suo canale Telegram per tutti gli aggiornamenti: https://t.me/PiccoleNoteTelegram

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

VENEZUELA: NON COLPEVOLIZZATE LA VITTIMA di Geraldina Colotti VENEZUELA: NON COLPEVOLIZZATE LA VITTIMA

VENEZUELA: NON COLPEVOLIZZATE LA VITTIMA

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti