Il 16° Congresso Nazionale delle Federazione cinese dei sindacati
Una forza lavoro più istruita, più consapevole dei propri diritti e, quindi, non più disposta ad accettare passivamente dure condizioni di lavoro : sono questi i termini della sfida cui si trova di fronte il sindacato cinese. Stiamo parlando della Federazione cinese dei sindacati che in questi giorni celebra il suo 16° congresso nazionale. Fondata il 1° Maggio del 1925 - quando il Partito comunista cinese era al suo quarto anno di vita ed impegnato nel Fonte unito con il Guomindang di Sun Yat-sen - conta 280 milioni di iscritti, 109 dei quali sono lavoratori migranti dalle campagne in cerca di lavoro nelle aree urbane. Il ruolo della Federazione sindacale cinese non si limita al coordinamento dei rapporti di lavoro e alla garanzia di migliori condizioni di lavoro per i suoi iscritti, ma ha una peculiare impronta "politica" che ne fa - prendendo a prestito una celebre definizione - "cinghia di trasmissione" - o "ponte" come da definizione ufficiale - tra il partito e i milioni di lavoratori. Per questo non sorprende che, proprio durante i lavori congressuali, siano arrivate le indicazioni politiche dal Comitato permanente dell'Ufficio politico del Comitato centrale del PCC per bocca di Liu Yunshan: "i sindacati devono prendere posizioni chiare e portare avanti con decisione l'iniziativa per salvaguardare i diritti dei lavoratori all'impiego, alla salute per garantire agli stessi il diritto alla partecipazione, al controllo e alla supervisione".
Diego Angelo Bertozzi

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