Il Brasile apre alla possibilità d'aiutare la zona euro

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 Il rallentamento della crescita globale e la crisi economica del Vecchio Continente sono stati al centro del dibattito dell’ultimo G20, che si è riunito a Città del Messico dal 25 al 26 febbraio. Vecchie e nuove potenze economiche del pianeta  hanno lavorato insieme per trovare soluzioni alla crisi europea del debito. I Paesi emergenti del Bric (Brasile in testa) hanno chiesto maggiore impegno all’Europa per scongiurare la recessione.

 Il ministro delle finanze della nuova potenza sud americana, Guido Mantega, ha comunque sottolineato che “le prospettive economiche europee e mondiali sembrano essere meno negative del previsto”.  E’ però la lentezza nell’adottare le misure volte a stimolare la crescita che preoccupa i partecipanti dell’assemblea. Il Brasile è disposto  a fare la sua parte, ma ritiene che l’economia europea nel suo complesso  goda ancora di buona salute e pertanto abbia le capacità di stimolare la ripresa economica e soprattutto attuare il fondo salva stati europeo.
 Il ministro Mantega, a margine dell’incontro di sabato con i rappresentanti del BRIC (Brasile , Russia, Cina, India) ha dato la sua disponibilità ad un aumento di risorse del Fondo Monetario Internazionale a sostegno del Vecchio Continente, ma a condizione che i paesi dell’eurozona rafforzino i loro meccanismi di difesa, e che soprattutto venga affrontata e realizzata la riforma del Fmi, che dovrebbe garantire maggior potere ai Paesi emergenti.

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