Il contrattacco di Obama

Dopo il fallimentare dibattito televisivo con Romney, Obama cerca di ricreare entusiasmo intorno alla sua campagna elettorale

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Il contrattacco di Obama

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Dopo il fallimentare dibattito televisivo con Mitt Romney visto da 67 milioni di americani, Barack Obama ha deciso di cambiare strategia e ha scelto la via del contrattacco. Davanti a una folla di oltre diecimila persone a Denver, in Colorado, il Presidente uscente ha accusato il rivale repubblicano di essere stato bugiardo nel faccia a faccia: “Quando sono arrivato sul palco – ha detto Obama -, ho incontrato questo tizio vivace che diceva di essere Mitt Romney. Ma non poteva essere Mitt Romney perché nell’ultimo anno il vero Mitt Romney ha girato il Paese sopra e sotto promettendo 5 miliardi di dollari di tagli alle tasse a favore dei più benestanti. Il tizio sul palco ha detto che non sapeva nulla di tutto ciò”. I sostenitori di Obama sono rimasti delusi dalla performance del presidente, che non è stato in grado di  presentare con convinzione quelli che giudicano i successi della sua presidenza: la riforma finanziaria contro gli abusi di Wall Street, la riforma sanitaria per offrire assistenza medica minima a tutti, il salvataggio dell'industria dell'auto e di centinaia di migliaia di posti di lavoro, la cittadinanza per tutti gli illegali arrivati in America da bambini
Dopo settimane di difficoltà ed incredibili gaffe che avevano fatto sentenziare molti analisti la sua sconfitta, Mitt Romney ha riguadagnato terreno e dato nuove speranze alla sua campagna elettorale. A Fishersville, in Virginia, davanti ai suoi sostenitori ha nuovamente attaccato Obama: “Quello che non avete sentito dire dal Presidente – ha detto Romney – è perché i prossimi quattro anni saranno migliori dei quattro appena passati. Non trova il modo per spiegarlo poiché per i prossimi quattro anni propone le stesse politiche dei quattro anni appena trascorsi”. I collaboratori di Romney per ora sono soddisfatti del risultato di mercoledì, ma anche loro sanno bene che – con ancora due dibattiti in programma prima del 6 novembre – occorre di più per dare una svolta nei sondaggi.

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