Il fallimento della missione Annan e le prossime tappe della diplomazia

914
Il fallimento della missione Annan e le prossime tappe della diplomazia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Pochi risultati dalla missione di Kofi Annan a Damasco. Dopo il colloquio nella giornata di domenica, l'inviato speciale della Lega Araba e delle Nazioni Unite si era detto ottimista sulle proposte concrete offerte ad Assad. “Sarà difficile, ma dobbiamo avere speranza”, queste le prime dichiarazioni dell'ex segretario generale delle Nazioni Unite. Le proposte vertevano su una una cessazione immediata delle violenze, che secondo stime Onu avrebbero causato la morte di più di 7,500 persone, accesso dei convogli umanitari nelle zone più colpite e l'inizio di un dialogo politico tra le parti coinvolti per un processo di riforma condiviso. La notizia di 120 morti tra domenica e lunedì mattina e il diniego assoluto di Assad ad aprile un tavolo di discussioni con l'opposizione dimostrano il fallimento della missione dell'ex segretario generale delle Nazioni Unite.
Annan continua comunque la sua missione di pace: lunedì è arrivato in Qatar. Il ministro degli affari esteri del paese, Hamad Bin Jassem Al Thani, aveva denunciato, in un incontro della Lega Araba al Cairo, "il genocidio sistematico da parte del governo siriano" e chiesto l'invio di truppe arabe e internazionali in Siria.  Al Thani è stato particolarmente critico verso il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, presente nel summit nella capitale egiziana, accusando il suo paese di aver permesso il massacro di civili.  
Nel pomeriggio italiano di lunedì il Consiglio di sicurezza terrà un summit sulla primavera araba, che, necessariamente, si concentrerà soprattutto sulle violenze del regime di Damasco. Presenti il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il ministro russo Sergey Lavrov, che cercheranno di trovare una mediazione sulla bozza di risoluzione proposta dalla diplomazia Usa per un'imposizione di un armistizio e l'apertura di corridoi umanitari. Al momento l'ostacolo maggiore rimane la volontà russa di un testo in cui sia chiaro la condivisione delle responsabilità tra le due parti in lotta.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti