Il piano di Obama per la riforma dell'immigrazione

Il presidente plaude la bozza bipartisan dei senatori

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Il piano di Obama per la riforma dell'immigrazione

Il presidente americano Barack Obama ha plaudito martedì l'intesa bipartisan annunciata da un gruppo di senatori in vista di una riforma sull'immigrazione negli Stati Uniti. Parlando da una scuola media di Las Vegas, Obama ha dichiarato come insieme, repubblicani e democratici, devono dare una risposta ai milioni di clandestini che vivono negli Stati Uniti senza regole e senza diritti, pur rappresentando una significativa parte della società e dell'economia del Paese. “Molti americani sono d’accordo nel ritenere che è necessario aggiustare un sistema che è rotto da troppo tempo”, ha spiegato il presidente, alludendo ai tanti tentativi di arrivare a una riforma nel passato – l’ultimo, sponsorizzato da George W. Bush nel 2007, naufragò disastrosamente al Senato. 
A far cambiare idea a molti repubblicani sul tema, il cambiamento demografico in corso negli Stati Uniti, l'influenza della comunità ispanica nella vita del paese e lo spostamento di molti migranti verso le tradizionali roccaforti repubblicane del Sud e del Centro, che hanno rivoluzionato la geografia politica americana e imposto al Partito dell'Elefantino un diverso atteggiamento per evitare nuove sconfitte elettorali. Nella bozza presentata alla stampa lunedì e patrocinata dal senatore della Florida e probabile candidato repubblicano alle presidenziali del 2016, Marco Rubio, si legge come agli immigranti illegali debba essere permesso di registrarsi tramite le agenzie governative, pagando una multa e portando prove credibili che dimostrino di avere un'occupazione lavorativa. Nel testo si spiega inoltre come l'acquisizione dello status di legalità permanente sia vincolata alla previa attuazione di nuove misure di rafforzamento delle misure di sicurezza alle frontiere per impedire il continuo flusso di immigrati clandestini. Un punto significativo che Obama vorrà aggiungere e presentare al Congresso riguarda le discipline scientifiche. L’amministrazione prevede di concedere la carta verde a tutti quegli stranieri che hanno preso un master o un dottorato nei settori delle scienze, delle tecnologie, dell’ingegneria e della matematica nelle università americane, e che sono stati in grado di trovarsi un lavoro.    
 Obama ha comunque mostrato di sapere molto bene che il passaggio della riforma non è certo e che “più ci avviciniamo al traguardo, più il dibattito si farà passionale”. Molti repubblicani, soprattutto nei distretti elettorali più conservatori, sono infatti pronti a scatenare una strenua battaglia contro quella che molti loro elettori potrebbero considerare una sostanziale “amnistia”.

La Redazione

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