"Il popolo delle Falkland deve decidere il suo futuro". W. Hague
La risposta inglese all'Argentina che ha promesso il controllo sull'arcipelago entro vent'anni
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"Deve essere il popolo locale a decidere il futuro delle Falkland". Il ministro degli esteri inglese, William Hague, ha dichiarato che farà fede i risultati del referendum sulla sovranità che si terrà a marzo. Dopo aver incontrato Jan Cheek and Dick Sawle, parlamentari dell'isola, al Foreign Office ha definito "una vergogna" la decisione del ministero degli esteri argentino Hector Timerman di non presenziare l'incontro. L’Argentina invece rifiuta ogni contatto con le autorità locali, considerate illegali.
In un'intervista pubblicata da The Guardian e The Independent, Timerman, ha promesso come l’arcipelago delle Malvinas/Falkland sarà senza dubbio sotto controllo diretto di Buenos Aires entro vent'anni. "Non esiste - ha detto il ministro argentino - un solo Paese al mondo che appoggi la tesi secondo la quale Gran Bretagna ha diritto a governare le isole". La visita di Timerman a Londra durerà tre giorni. Il ministro si è detto fiducioso sull’efficacia della strategia adottata dal governo di Cristina Fernandez de Kirchner per rilanciare la rivendicazione di sovranità dell’Argentina sulle isole, invase dal suo Paese durate la dittatura militare e riconquistate dai militarmente britannici nel 1982."Non credo che siano necessari altri 20 anni, perché credo che il mondo sta attraversando un processo di maggiore comprensione del problema coloniale, e questo è un problema coloniale, perché la gente che vive lì è stata portata su quelle isole", ha sottolineato il capo della diplomazia argentina.
Timerman ha anche accusato la Gran Bretagna per le esplorazioni alla ricerca del petrolio, che potrebbero causare un vero e proprio disastro ecologico. Al Guardian le parole di Timerman non sono piaciute. In un editoriale firmato da Dick Sawle, si legge: "L'amministrazione di Cristina Kirchner continua la sua politica di bullismo e intimidazione contro di noi, negando il nostro diritto a vivere nelle isole che sono state la nostra casa per quasi 200 anni".

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