Il primo giorno di Kerry

Riavviare il processo di pace in Medio Oriente e l'attentato di Bengasi le priorità del neo Segretario di stato

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Il primo giorno di Kerry

L'ex senatore democratico del Massachusetts John Kerry si è ufficialmente insediato come nuovo Segretario di Stato dopo la nomina di venerdì. Dopo aver reso omaggio al suo predecessore Hillary Clinton - "È una persona difficile da sostituire" – il candidato alla presidenza contro George W. Bush nel 2004 ha tenuto il suo primo incontro con i suoi collaboratori. 
Domenica Kerry aveva chiamato al telefono sia il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, sia il leader dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, per accelerare la ripresa dei negoziati di pace in Medio Oriente. Lo ha riferito la portavoce del dipartimento di Stato, sottolineando come il neo segretario di Stato "abbia come impegno prioritario la sicurezza per Israele e il perseguimento della pace nella zona". Presto dovrebbe esserci un incontro per far ripartire il dialogo, una priorità anche per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Ma per Kerry l'eredità più pesante è rappresentata dall'attentato dello scorso 11 settembre a Bengasi, in Libia.
L'attentato di Bengasi, in Libia, dello scorso 11 settembre sarà l'eredità più pesante che John Kerry dovrà affrontare come nuovo segretario di Stato americano. I repubblicani, che da quasi cinque mesi accusano i democratici per gli errori commessi e la gestione dei giorni successivi, durante i quali l'ambasciatrice all'Onu, Susan Rice, aveva negato - a nome dell'amministrazione - la natura terroristica dell'attacco, vogliono maggiori dettagli su quanto avvenuto in Libia e sperano che Kerry sarà più disponibile. La commissione per i Servizi armati, guidata dal senatore democratico Carl Levin, sarà la prima a riunirsi, giovedì. Sarà ascoltato il segretario alla Difesa uscente, Leon Panetta: una condizione, secondo quanto riferito a The Hill, posta dal senatore repubblicano Lindsey Graham per non bloccare la nomina di Chuck Hagel al Pentagono. I repubblicani che compongono la commissione vorrebbero ascoltare anche Rice e l'ex direttore della Cia, David Petraeus. Anche per Ed Royce, che presiede la commissione Esteri della Camera, Bengasi sarà una priorità. 

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