Il prossimo passo degli Usa in Siria
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Dopo l'accordo con la Russia per il disarmo chimico della Siria, la prossima mossa degli Stati Uniti è armare le fazioni moderate della ribellione siriana.
La tesi è di David Pollock, analista del Washington Institute, secondo il quale armare l'opposizione siriana risponderebbe a quattro ragioni di fondo. Innanzitutto consentirebbe agli Stati Uniti di raggiungere molti degli obiettivi prefissati: dal mantenere la pressione su Assad affinché rispetti i termini dell'accordo sulle armi chimiche, al ridurre la necessità di futuri attacchi militari, fino al le prospettive dichiaratamente sottili di pervenire a una soluzione politica accettabile per la guerra civile in Siria, che il presidente Obama ha annunciato essere il "prossimo passo auspicabile".
In secondo luogo, intensificare il flusso di armi verso l'Esercito siriano libero (FSA) e le altre forze di opposizione moderate è il modo migliore per fronteggiare i gruppi jihadisti che combattono in Siria.
Terzo, un aumento degli aiuti americani per l'opposizione siriana sarebbe in linea con le aspettative degli alleati regionali e l'Europa, sconcertati dall'improvviso riavvicinamento con la Russia sul fronte siriano. L'UE ha già revocato l'embargo sulle armi all'opposizione siriana, gli Stati del Golfo e la Giordania premono in tal senso e la Turchia, sempre più a disagio e a rischio di ritorsioni da parte di Assad e i suoi alleati, è alla ricerca di prove concrete della determinazione americana .
Quarto, armare l'opposizione siriana è un'opzione che gode di un forte sostegno politico interno, contrariamente all'ipotesi di un nuovo intervento militare in Medio Oriente.

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