Il Venezuela condanna le sanzioni unilaterali imposte dagli USA contro la Turchia
Il Venezuela conosce bene la durezza delle sanzioni statunitensi. Le vive da anni sulla sua pelle con effetti devastanti per l’economia del paese e conseguentemente per la qualità di vita del popolo venezuelano.
L’ultimo paese in ordine di tempo a finire nel mirino è la Turchia. Paese a cui il Venezuela ha espresso la propria solidarietà rispetto all’ennesimo atto arbitrario statunitense.
Il ministro degli Esteri di Caracas Jorge Arreaza, ha affermato che il Venezuela respinge e condanna categoricamente le nuove misure coercitive e unilaterali annunciate dal morente governo degli Stati Uniti contro la ‘sorella’ Repubblica di Turchia.
Attraverso il social network Twitter, il ministro degli Esteri venezuelano ha assicurato che queste sanzioni costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
#Venezuela ???????? rechaza y condena las nuevas Medidas Coercitivas Unilaterales anunciadas por el agonizante gobierno de #EEUU ???????? contra la hermana República de #Turquía ????????. Se trata de una franca violación del Derecho Internacional y la Carta de las Naciones Unidas.
— Jorge Arreaza M (@jaarreaza) December 16, 2020
il Segretario di Stato nordamericano, Mike Pompeo, ha annunciato sanzioni contro la Turchia, membro chiave della NATO, per l'acquisto dalla Russia del sistema antimissile S-400, il cui utilizzo Washington considera incompatibile. con i sistemi di difesa dell'Alleanza.
Le sanzioni sono dirette contro la Presidenza delle Industrie della Difesa, l'ente pubblico noto con l'acronimo turco "SSB", nato con l'obiettivo di rafforzare l'industria della sicurezza turca.
Nello specifico, le sanzioni limitano le esportazioni di beni e tecnologie statunitensi a tale organismo e, inoltre, vietano a tale entità di ricevere prestiti dalle banche statunitensi per un valore di oltre 10 milioni di dollari in un periodo di 12 mesi.
Dagli USA aggiungono inoltre che la Presidenza delle industrie della difesa non sarà in grado di ottenere aiuto dalla Export-Import Bank degli Stati Uniti.
Allo stesso modo, vengono congelati i beni che il presidente dell'organizzazione Ismail Demir dovesse eventualmente detenere sotto la giurisdizione degli Stati Uniti; così come per il suo vice presidente, Faruk Yigit; il capo del dipartimento della difesa aerea e spaziale, Serhat Gencoglu; e il direttore del programma regionale per i sistemi di difesa aerea, Mustafá Alper Deniz.
Questi dirigenti turchi saranno inoltre soggetti a restrizioni per ottenere visti che consentano loro di viaggiare negli Stati Uniti, riferisce l'agenzia di stampa EFE.

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