Il Venezuela denuncia la doppia morale dell'Occidente sulla Siria

Il governo venezuelano ha respinto la risoluzione adottata, ieri, dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla situazione nella città siriana di Aleppo e ha criticato la doppia morale dell'Occidente sulla questione.

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Il rappresentante permanente del Venezuela presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Rafael Ramirez, ieri, ha criticato la politicizzazione della sofferenza del popolo siriano con una risoluzione per condannare Damasco.
 
"Questo paese demonizzato è vittima del terrorismo, che lotta per conservare la sua sovranità e indipendenza", ha dichiarato l'ambasciatore del Venezuela.
 
Ramirez ha denunciato il via libera dato dal Assemblea generale delle Nazioni (UNGA) per un progetto elaborato dal Canada per un cessate il fuoco ad Aleppo, nel nord della Siria, che è stato approvato, ieri, dall'organismo internazionale, con 122 voti a favore, 13 contro e 36 astensioni.
 
La risoluzione è stata respinta dal governo siriano. Il rappresentante siriano alle Nazioni Unite, Bashar al-Jaafari, ha lamentato che tale iniziativa avrebbe seguito lo stesso modello di partecipazione del Canada alla coalizione internazionale inefficace e illegittima anti-ISIS (Daesh, in arabo), guidata da Stati Uniti, il cui solo risultato è stato violare la sovranità siriana molte volte e di distruggere il paese.
 
Nel frattempo, i ribelli ed i loro sponsor occidentali richiedono un 'immediato cessate il fuoco' nella città settentrionale di Aleppo, di fronte al progresso dell'esercito siriano, a causa delle grandi conquiste che sono state raggiunte nella lotta contro i terroristi.
A questo proposito, il ministro venezuelano ha denunciato il fatto che le grandi potenze cercano di destabilizzare il Medio Oriente, con la pretesa di essere portatori della soluzione umanitaria.
 
Secondo Ramirez, con l'interferenza e l'intervento straniero visto prima in Libia e poi in Iraq che attualmente affligge la Siria, il risultato  conseguito è più terrorismo e sofferenza umana.
 

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