Immunità non significa impunità

In una nota, le Nazioni Unite rigettano le richieste di compensazione avanzate dalle vittime di colera di Haiti

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Immunità non significa impunità

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Le Nazioni Unite hanno formalmente rigettato le richieste di compensazione avanzate dalle vittime di colera di Haiti. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha chiamato personalmente il presidente haitiano Michel Martelly per informarlo della decisione ed in una nota, rilasciata venerdì da un suo portavoce, ha spiegato come le Nazioni Unite sono da considerarsi immuni da ogni rivendicazione di compensi grazie alla Convenzione Onu sui privilegi e l'Immunità del 1947.
Dopo il terremoto del 2010, ad Haiti oltre 600 mila persone sono state infettate dal virus del colera. Anche se le Nazioni Unite hanno escluso ogni responsabilità diretta, diverse prove hanno evidenziato come il virus sia stato introdotto nell'isola dalle pessime condizioni igieniche del campo di cura gestito dalle forze di peacekeeping nepalesi e poi diffusosi in tutto il paese per il pessimo sistema di fognazione presente ad Haiti.
Il responsabile legale dell'Institute for Justice & Democracy in Haiti, Brian Concannon ha criticato la decisione delle Nazioni Unite, sottolineando come “immunità non significa impunità”. La Convenzione del 1947, sottolinea Concannon, protegge le scelte politiche degli organi delle Nazioni Unite, ma sulle condizioni igieniche dei campi e sulla salute del proprio personale vi è una chiara responsabilità diretta. Secondo Concannon, il caso non si conclude così e sarà perseguito da tribunali interni di Haiti. Nel dicembre scorso, le Nazioni Unite hanno lanciato un fondo di 2 miliardi di dollari per eliminare l'epidemia di colera ad Haiti. 

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