India. Revisione costituzionale: sancita la possibilità di adozione a tutte le religioni
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di Valentina Racioppi
Da ieri la Corte Suprema indiana ha esteso il diritto di adozione a tutti i cittadini indiani indipendentemente dalla confessione religiosa professata.
Questo diritto è aperto ora anche ai cittadini di fede musulmana, nonostante le leggi restrittive riguardo l’adozione che la loro religione implica. La nuova revisione costituzionale è motivata dall’ articolo 44 della legge fondamentale dello stato (1950) che prevede l’uniformità del diritto indiano su tutto il territorio e indistintamente su tutti i cittadini, e può essere considerata come un piccolo passo verso l’omogeneità delle leggi, problema che riguarda direttamente il frammentato stato indiano.
In una repubblica democratica come l’India la cui costituzione garantisce e tutela la libertà di espressione, la parità tra i sessi e l’abolizione di un sistema organizzato in classi, la Corte Suprema ha anche affermato che il diritto civile ad adottare non può essere ancora considerato, per il momento, come diritto fondamentale. La sentenza si è conclusa con le parole del giudice Shiva Kirta Singh che ha affermato che si dovrà attendere una “dissipazione” dei conflitti, delle credenze e delle pratiche prevalenti nel paese riguardo il tema dell’adozione. Questa nuova sentenza può, dunque, essere considerata come un punto di svolta per una società indiana tollerante dal punto di vista culturale e religiosa.

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