Iniziate a Baghdad le negoziani tra l'Iran ed il gruppo dei 5+1
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L'Iran ed il cosiddetto Gruppo dei 5+1 – Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania – hanno iniziato le negoziazioni sul processo nucleare di Teheran in un summit a Baghdad, considerato cruciale da parte degli analisti internazionali. La speranza delle grandi potenze è quella di persuadere la Repubblica islamica a sospendere le attività giudicate sospette, mentre Teheran ha chiesto la cessazione delle sanzioni economiche internazionali. A rappresentare la Repubblica Islamica è il capo negoziatore Saeed Jalili, mentre la delegazione del gruppo 5+1 è guidata da Catherine Ashton, alto commissario della politica estera dell'UE. L'incontro di Baghdad segue l'importante visita del direttore generale dell'IAEA, Yukiya Amano, martedì a Teheran che, dopo un incontro bilaterale con Jalili, è riuscito ad ottenere un accordo sul monitoraggio di alcuni siti dove secondo l'agenzia si svolgerebbero attività sospette. Molti analisti hanno visto nelle dichiarazioni di Amano il primo passo di una possibile distensione su una questione che si trascina ormai da anni.
L'ultima tornata di negoziazioni si sono tenute ad Istanbul e sono state giudicate dalle parti in causa come "costruttive". Jalili ha dichiarato che dalle negoziazioni di Baghdad possano iniziare una "nuova era" nelle relazioni tra le due parti. "Avvertiamo che l'occidente ha capito che la strategia della minaccia è fallita," Jalili. Ma la cessazione delle sanzioni non è un'ipotesi che l'occidente considera, aumentando così gli interrogativi su quello che le negoziazioni riusciranno o meno a raggiungere. Michael Mann, portavoce dell'Unione Europea, ha dichiarato che l'Ashton si è presentata a Baghdad con una serie di proposte da offrire alla controparte iraniana. "In cambio però abbiamo importanti richieste da fare a Teheran e ovviamente l'arricchimento del 20% dell'uranio è la fonte principale di preoccupazione della comunità internazionale”.
Nonostante il regime iraniano sostenga l'uso esclusivamente civile di tali attività, l'occidente teme un Iran nucleare in grado di destabilizzare l'intera regione medio orientale. Israele ha più volte dichiarato che una tale eventualità rappresenterebbe una minaccia esistenziale e non ha escluso possibili attacchi preventivi contro i siti nucleari sospetti iraniani..

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