Iran : Ahmadinejad parla di “guerra psicologica”
Accusa i nemici interni ed esterni del forte deprezzamento del rial sul dollaro
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Il Presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha accusato i “nemici” dell’Iran di essere responsabili della caduta del Rial, la moneta nazionale, che in un anno ha perso circa due terzi del suo valore. In una conferenza stampa, il Presidente ha dichiarato che non esistevano giustificazioni economiche alle recenti fluttuazioni nel mercato dei cambi ma che le cause andavano rintracciate nell’azione dei “nemici” che stanno danneggiando le esportazioni petrolifere, fonte primaria di reddito, e, cosa ancora più grave, stanno bloccando le relazioni bancarie. Ahmadinejad ha anche accusato i suoi oppositori politici interni di aver esacerbato la crisi del Rial conducendo una campagna diffamatoria contro le politiche economiche del suo governo. Il Presidente punta il dito contro Ali Larijani, Presidente del Parlamento, che lo ha apertamente criticato attribuendo la responsabilità dell’attuale crisi “per l’80% alla cattiva gestione del governo e per il 20% alle sanzioni”. Ahmadinejad ha però assicurato che l’Iran possiede sufficienti risorse valutarie per i bisogni essenziali del Paese e per vincere “questa guerra economica condotta contro l’Iran”.
Sul nucleare, il Presidente ha invece dichiarato che l’Iran non farà marcia indietro sui suoi diritti.
Il Dipartimento di Stato americano sostiene che la crisi del Rial sia legata alle sanzioni imposte dalla Comunità Internazionale contro il programma nucleare di Teheran. Altri osservatori parlano, invece, anche di una mancanza di fiducia delle famiglie e degli imprenditori iraniani nei confronti della politica economica regime che li avrebbe spinti ad investire in dollari.

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