Iran: Ahmadinejad ammette problemi nell’esportazione del petrolio
La produzione è scesa da 4 a 2,8 milioni di barili
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Il Presidente Ahmadinejad ha ammesso che l’Iran sta riscontrando dei problemi nell’esportazione del petrolio, assicurando che il Governo è all’opera per fronteggiare questa sfida e tutte quelle che deriveranno dalle sanzioni imposte dalle Potenze Occidentali. Il Presidente iraniano ha aggiunto che l’impatto collettivo delle sanzioni sull’economia iraniana sta producendo gli stessi effetti di una guerra e ha accusato UE e USA di aver sferrato una “guerra totale”contro il suo Paese. È la prima volta che uno dei vertici iraniani conferma come le sanzioni, volte a compromettere lo sviluppo del programma nucleare di Teheran, stiano danneggiando la vita economica del Paese.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia la produzione di greggio iraniano è diminuita costantemente da circa 4 milioni di barili di maggio ai 2.8 di luglio. Anche l’OPEC, Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio nel suo ultimo rapporto mensile, ha confermato che la produzione iraniana ha toccato il suo minimo storico in oltre due decenni con solo 2,8 milioni di barili al giorno. Lunedì, proprio ad un vertice OPEC, il rappresentante iraniano Mohammad Ali Khatibi aveva invece affermato che le esportazioni di petrolio erano “quasi normali”.
Ahmadinejad ha inoltre ribadito come il popolo iraniano non nutra alcun risentimento verso gli USA o qualunque altra nazione, ad eccezione di Israele. Queste dichiarazioni precedono il viaggio del Presidente negli Stati Uniti a fine mese, dove prenderà parte alla riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

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