Iran, ministro esteri Araghchi: "Abbiamo le prove di coinvolgimento straniero nelle proteste"

L'Iran accusa Stati Uniti e Israele di aver istigato la violenza per giustificare un intervento. Il governo avverte: "Siamo pronti alla guerra, ma anche al dialogo"

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Iran, ministro esteri Araghchi: "Abbiamo le prove di coinvolgimento straniero nelle proteste"

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Il ministro degli Affari Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, ha affermato oggi che la situazione nel suo Paese è "sotto controllo totale", dopo l'ondata di violenza legata alle proteste durante il fine settimana, denunciando al contempo l'ingerenza degli Stati Uniti.

Nel corso di un incontro con diplomatici stranieri, Araghchi ha sottolineato che le proteste a livello nazionale "sono diventate violente e sanguinose" per dare una "scusa" al presidente statunitense Donald Trump per intervenire, come riportato dalla rete televisiva Al Jazeera. Secondo il capo della diplomazia iraniana, l'avvertimento di Trump su una possibile azione militare contro Teheran qualora le proteste fossero degenerate ha incoraggiato "terroristi" ad attaccare sia manifestanti che forze di sicurezza con l'obiettivo di provocare un intervento straniero.

Araghchi ha denunciato che le manifestazioni sono state "istigate e alimentate" da elementi stranieri, assicurando che le forze di sicurezza "perseguiteranno" i responsabili. Il ministro ha aggiunto che l'Iran ha ottenuto prove del coinvolgimento di Stati Uniti e Israele in "attività terroristiche" interne, incluso materiale audiovisivo che mostra la distribuzione di armi ai manifestanti, e ha indicato che le autorità renderanno pubbliche a breve le confessioni di alcuni detenuti.

Riferendosi specificamente alle dichiarazioni dell'ex segretario di Stato USA, Mike Pompeo, Araghchi le ha definite "una chiara ammissione della partecipazione di agenti del Mossad". Ha inoltre rimarcato quella che ha definito l'ipocrisia di Washington di fronte agli atti di violenza che hanno già causato vittime, tra cui agenti di sicurezza, e ha contestato "le posizioni di alcuni paesi occidentali" che condannano le forze iraniane ma "hanno ignorato il genocidio a Gaza".

Per quanto riguarda l'interruzione nazionale di internet, protrattasi per diversi giorni, il ministro ha indicato che il governo sta coordinando con le autorità di sicurezza per garantire il ripristino del servizio a breve. Le proteste, scoppiate a fine dicembre scorso in seguito a una forte svalutazione del rial e a riforme dei sussidi, sono poi degenerate in disordini a livello nazionale con scontri tra polizia e manifestanti.

Le due settimane di disordini, che l'Iran attribuisce a Stati Uniti e Israele, hanno provocato la morte di almeno 111 membri delle forze di sicurezza iraniane secondo l'agenzia di stampa Tasnim. Di fronte alle dichiarazioni ostili, Teheran ha accusato Washington e Tel Aviv di strumentalizzare le proteste come parte di una "guerra soft", avvertendole severamente di non interferire negli affari interni della Repubblica Islamica. "Siamo preparati per la guerra, ma anche per il dialogo", ha concluso Araghchi.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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