Iran: Nuove sanzioni colpiscono 50 enti riconducibili al Governo iraniano
Inaugurato negli Emirati Arabi un oleodotto in grado di bypassare lo Stretto di Hormuz
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Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato nuove sanzioni verso “il Governo iraniano e la sua rete di proliferazione”, che colpiscono 50 enti le cui attività sono risultate riconducibili al programma nucleare militare e missilistico iraniano o utilizzate per aggirare le precedenti sanzioni imposte.
Si tratta di soggetti pubblici e privati, tra cui istituzioni finanziare e aziende commerciali, collegati al Ministero della Difesa iraniano, al Corpo delle Guardie della Rivoluzione e alla Compagnia Marittima Nazionale, Islamic Republic of Iran Shipping Lines. Tra le attività di “comodo” utilizzate per eludere le sanzioni sulle sue esportazioni petrolifere compaiono la svizzera Petro Suisse Intertrade, l’ Hong Kong Intertrade, la malesiana Noor Energy e la filippina Petro Energy Intertrade. Nell’elenco comparirebbero anche i nomi di quattro persone, tra i quali Ali Fadavi, Comandante della Marina Iraniana.
Le nuove sanzioni rientrano nella strategia statunitense volta ad aumentare la pressione sul Governo di Teheran affinché assuma un atteggiamento più cooperativo in sede di negoziati sul suo programma nucleare, contestato dalla Comunità Internazionale.
Intanto per fronteggiare eventuali ritorsioni iraniane, come la chiusura dello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti proseguono il loro rafforzamento militare nel Golfo Persico.
L’ultima minaccia di chiusura, oltre che dalle nuove sanzioni, è stata motivata dall’inaugurazione di un nuovo oleodotto a Fujaihara, negli Emirati Arabi Uniti, in grado di bypassare lo Stretto di Hormuz. L'impianto dovrebbe raggiungere la piena operatività – 1,8 milioni di barili al giorno - nel mese di agosto

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