Iran: Washington esenta 11 paesi dalle sanzioni finanziarie

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Iran: Washington esenta 11 paesi dalle sanzioni finanziarie

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Gli Stati Uniti hanno annunciato martedì che esenteranno 11 paesi -  Giappone, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Olanda, Polonia, Spagna e Regno Unito - dalle nuove sanzioni finanziarie contro le istituzioni che contribuiscono alle importazioni di petrolio iraniano. Le banche di questi paesi non si vedranno tagliati i legami con il sistema finanziario Usa almeno per altri sei mesi e sarà loro risparmiato un embargo che punta a fare pressione sull'Iran circa il suo programma nucleare. Lo ha ha dichiarato il Segretario di Stato Hilary Clinton durante una conferenza stampa in cui ha spiegato come il Giappone e gli stati europei hanno preso una decisione non semplice. “In un momento critico per l’economia globale, i governi di questi paesi hanno dovuto ripensare ai propri bisogni energetici, trovando alternative al petrolio dell’Iran”.
Un decreto approvato in dicembre dal Congresso prevedeva sanzioni contro paesi che continuavano ad acquistare petrolio dall'Iran. Secondo la legge americana entrata in vigore il 31 dicembre, i paesi hanno tempo fino al 28 giugno per dimostrare che hanno ridotto in modo significativo il quantitativo di petrolio dall'Iran o rischiano pesanti ritorsioni finanziarie. Cina, India e Corea del Sud, tra i principali importatori del greggio di Teheran non hanno ricevuto esenzioni simili. Hilary Clinton ha sottolineato soprattutto gli sforzi del Giappone, in un momento di crisi energetica interna dopo il disastro di Fukushima. Tokyo ha diminuito i suoi acquisti del 15-20% nel secondo semestre dell'anno e ha promesso di fare di più nel prossimo anno. "Abbiamo assicurato che il trend di decrescita aumenterà. Accogliamo con favore la decisione americana che prende atto del fatto che negli ultimi cinque anni abbiamo ridotto le importazioni di petrolio iraniano", ha dichiarato un portavoce del governo giapponese Osamu Fujimura. 
Alla fine di gennaio l’UE, seguendo l’esempio degli Stati Uniti, aveva approvato un embargo petrolifero contro la Repubblica Islamica. Le sanzioni prevedono il divieto immediato di nuovi contratti petroliferi, mentre i contratti esistenti saranno onorati fino al 1°luglio 2012.
L’Iran è sotto il giogo delle sanzioni occidentali per il suo controverso programma nucleare, secondo l’Occidente finalizzato alla produzione di armi atomiche. Teheran ha sempre smentito le accuse, sostenendo i fini civili delle proprie attività nucleari.

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