Iraq: Il Vice Presidente Hashemi condannato a morte
Un nuova ondata di attentati scuote l’intero Iraq
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Il Vice Presidente iracheno, Tariq al - Hashemi è stato condannato a morte in contumacia dal Supremo Consiglio Giudiziario iracheno. Ritenuto responsabile di aver avuto legami con il Partito Ba’th e di aver incoraggiato violenze settarie nel periodo successivo alla caduta del regime, Hashemi è stato condannato per l’omicidio di un avvocato e un funzionario dell’Esercito
Politico sunnita di lungo corso, il Vice Presidente iracheno aveva denunciato il crescente autoritarismo che stava caratterizzando l’azione di Maliki e, una volta incriminato, si era dapprima rifugiato nella Regione Autonoma del Kurdistan, poi in Qatar, ancora a Ryhad e infine in Turchia, dove si trova attualmente. Condannato a morte anche il genero, Ahmed Al-Qahtan.
Parlando in una conferenza stampa in Turchia dopo la pronuncia della sentenza, Hashemi ha respinto il verdetto come “politicamente motivato”. Il politico sunnita ha anche esortato gli iracheni ad opporsi al Primo Ministro, responsabile di fomentare tensioni settarie
Nella stessa giornata, una serie di venti attacchi, in diverse città dell’Iraq, ha causato quasi 100 morti e 400 feriti. Diverse autobombe sono esplose nei quartieri sciiti di Baghdad, altre a Mosul, a Kirkuk, davanti alla sede della Nation Oil Company, a Tikrit, a Taji, Baquba, Tal Afar, Bassora, Amara. Un’autobomba è esplosa anche davanti al Consolato francese di Nassiriya. Assaltati anche alcuni posti di blocco delle Forze di sicurezza irachene.
La debolezza del Governo di Maliki e la rinascita di una cellula locale di al Qaeda minacciano la stabilità del Paese. Sebbene non ci sia ancora una rivendicazione di questi ultimi attacchi, l’ala irachena di Al Qaeda, lo Stato Islamico dell’Iraq, si è detta responsabile di molti degli attentati che, dal ritiro delle truppe statunitensi dal Paese, hanno avuto come obiettivo soprattutto gli sciiti e le Forze di sicurezza irachene

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