Iraq: Ministro delle Finanze sunnita sfugge ad attentato

Non accenna a placarsi la rivolta sunnita contro il premier sciita Maliki

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Iraq: Ministro delle Finanze sunnita sfugge ad attentato

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Rafa al-Essawi, ministro delle Finanze e uno dei principali leader di Iraqiya, la fazione sunnita del governo, è sfuggito ad un tentativo di assassinio mentre era in viaggio tra Falluja e Abu Ghraib.
Il fallito attentato può essere ricondotto all’ondata di proteste che sta scuotendo l’Iraq occidentale, abitato in prevalenza da sunniti, innescate il 20 dicembre dalla perquisizione della casa di Essawi nella provincia di Anbar e l’arresto delle sue guardie del corpo con l’accusa di terrorismo.
 I sunniti considerano l’arresto delle guardie del corpo come l’ultima di una serie di azioni del premier sciita Nuri al-Maliki contro i suoi avversari politici. Le proteste sono partite da Ramadi, capitale della provincia irachena sunnita di Anbar – già in passato base operativa dell’insorgenza sunnita e di quella legata ad al-Qaeda - per poi estendersi ad altre province occidentali, considerate vere e proprie roccaforti sunnite. Il culmine delle manifestazioni si è raggiunto proprio nella capitale sunnita, dove almeno 100mila persone hanno bloccato la strada statale che porta verso il confine con la Siria e la Giordania e hanno tentato di linciare il vice premier sunnita Saleh Al-Mutlak, giunto sul posto per mediare con i manifestanti, ma accusato di tradimento in quanto membro del governo del premier Maliki. 
Con l’episodio che ha coinvolto Essawi, è la seconda volta che un importante leader sunnita viene preso di mira dopo le cinque condanne a morte spiccate nei confronti del vice Presidente Tariq Hashemi, sunnita anch’egli, accusato di aver organizzato e guidato, nel periodo post-Saddam, squadroni della morte incaricati di eliminare avversari politici e tutt’oggi costretto alla latitanza.  
Le centinaia di migliaia di sunniti che da quasi un mese protestano contro il governo del primo ministro sciita Maliki chiedono la fine delle leggi anti-terrorismo – spesso utilizzate per perseguire i rivali politici come al-Hashemi e Essawi – e una maggiore partecipazione alla vita politica del Paese.

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