Iraq: Una nuova serie di attentati contro le Forze di Sicurezza
Il bilancio di due giorni di attentati supera le 100 vittime
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Una serie di attacchi coordinati, condotti principalmente contro le Forze di Sicurezza irachene, sta scuotendo l’Iraq da domenica. I due giorni di attentati ,che stanno investendo il Paese da nord a sud, arrivano dopo alcune settimane in cui non si erano verificati episodi di violenza.
Gli attentati di giugno avevano colpito prevalentemente la comunità sciita.
Nella giornata di domenica sono esplose tre autobombe nella capitale Baghdad, un’altra a Najaf, città santa per i musulmani sciiti, e ancora altre a Mahmodiya, in un mercato locale e nei pressi di una stazione di polizia, e a Madaen. Il bilancio è stato di una ventina di morti.
Oggi, invece, un attacco alla base militare della città di Albu Slaib, ad est della città di Dhuluiyah a 90km nord di Baghdad, ha ucciso 15 soldati mentre altre due autobombe sono esplose nella città di Balad. Altre esplosioni si sono verificate a Taji, sempre a nord di Baghdad, a Touz Khurmato e ancora nelle città di Mahmodiya, Saad, Kirkuk, Hussainiya e Dibis. Si parla di una ventina di esplosioni complessive.
A Baghdad un'autobomba, piazzata nel quartiere di Sadr City, è esplosa vicino a una sede del Ministero degli Interni. Colpiti anche diversi posti di blocco della polizia nella provincia di Diyala.
Ancora incerto il numero delle vittime e dei feriti. Fonti mediche e della sicurezza parlano di più di un centinaio di vittime nella sola giornata di lunedì, il bilancio più pesante dal ritiro delle truppe americane.
Nessun gruppo ha finora rivendicato gli attentati. Tuttavia sabato un comunicato dello Stato Islamico dell’Iraq, cellula militante affiliata ad al – Qaeda, ha avvertito che il gruppo era in procinto di lanciare una “nuova fase” per riconquistare il Paese. Obiettivi dichiarati degli attentati: le Forze di sicurezza e funzionari governativi. Il messaggio, postato su alcuni forum jihadisti, conteneva appelli alle tribù sunnita affinché sostenessero l’azione del gruppo islamico.
Sebbene indebolito, il gruppo di al-Qaeda in Iraq rappresenta tuttora una minaccia per la stabilità interna del Paese e potrebbe approfittare della debolezza istituzionale del Governo di Maliki

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