Ispettori Onu a Teheran per riaprire il dialogo
Mentre la questione nucleare iraniana continua ad occupare l'agenda diplomatica delle principali potenze mondiali, lunedì un team di ispettori delle Nazioni Unite sono giunti a Teheran per tentare di riaprire uno spiraglio di dialogo. Con poche speranze da parte della diplomazia occidentale, il team di cinque esperti della IAEA terranno discussioni al vertice per due giorni con l'obiettivo di prevenire un utilizzo militare dell'uranio arricchito a disposizione della Repubblica islamica.
La visita segue la decisione dell'Iran di ordinare la cessazione dell'esportazione del petrolio alle compagnie francesi ed inglesi in ritorsione del rafforzamento delle sanzioni europee, in particolare l'embargo petrolifero che sarà operativo dal 1 luglio. Particolarmente colpite l'industria petrolifera francese Total e quella olandese Shell, la principale consumatrice del greggio iraniano con 100 mila barili trasferiti giornalmente in Europa e la stessa cifra alla sua filiale giapponese Showa Shell. La decisione annunciata dal ministro degli esteri iraniano giunge dopo la minaccia della settimana scorsa della Repubblica Islamica di tagliare i rifornimenti di Olanda, Grecia, Francia, Portogallo, Spagna ed Italia.
Si continua a discutere sulle possibili reazioni militari e civili contro l'Iran. In settimana vi è stato un ampio dibattito in Israele sulla possibilità di attaccare preventivamente i siti nucleari iraniani. Decisione particolarmente osteggiata dagli Stati Uniti: la prossima settimana il direttore dell'intelligence americana, James Clapper andrà in visita a Gerusalemme per discussioni con Netanyahu, Barak ed il capo dell'intelligence israeliana per prevenire una tale ipotesi, premendo sull'efficacia del ruolo delle sanzioni economiche che hanno creato incertezza sull'esito del voto parlamentare previsto per il 2 marzo.

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