Israele: bloccati ed espulsi gli attivisti di Flytilla
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Israele ha negato l'ingresso agli attivisti stranieri pronti a partecipare all manifestazione internazionale di solidarietà' ai palestinesi (Benvenuti in Palestina, Flytilla), concepita per evidenziare le difficoltà negli spostamenti per chi da decenni vive sotto occupazione militare nei Territori. Al momento circa 80 attivisti stranieri, sono stati fermati all'aeroporto di Ben Gurion - per i due terzi di nazionalità francese, ma anche 11 inglesi e 6 italiani ha fermato 78 persone - e le autorità israeliane sono impegnate nelle azioni di rimpatrio: 60 attivisti hanno però rifiutato di partire volontariamente e sono stati trasferiti in due edifici di Tel Aviv.
Vedendo negli attivisti "elementi visceralmente anti-israeliani, quasi antisemiti" (queste le parole del ministro Ghilad Erdan, Likud) il governo di Benyamin Netanyahu ha condotto una operazione 'a due fasi'. Innanzi tutto ha inoltrato alle compagnie aeree dirette a Tel Aviv 'liste nere' di militanti sgraditi allo Stato ebraico: non solo - è stato avvertito - costoro non avrebbero avuto il permesso di ingresso ma le spese di rimpatrio sarebbero state addossate alle stesse società di volo. In seguito la polizia israeliana ha presidiato l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv con oltre 600 agenti, per lo più in borghese. Il giornale liberale Haaretz ha biasimato il governo che avrebbe dovuto "accogliere gli attivisti con fiori" e che invece in questa circostanza "si è comportato come l'Iran", dimostrando così almeno in forma implicita la fondatezza delle critiche dei suoi detrattori.
Intanto un soldato israeliano è stato sospeso dopo che un video su internet mostrava il pestaggio di un attivista straniero filo palestinese in un raduno a West Bank. "Il Luogotenente Colonello Shalom Eisner è stato sospeso fino alla conclusione delle indagine" ha dichiarato lunedì un portavoce militare. "Un tale comportamento non appartiene alle forze di difesa israeliane ed allo stato israeliano”, ha affermato il primo ministro Netanyahu in una dichiarazione ufficiale di domenica.

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