Israele: Ennesimo scontro a fuoco sul confine con l’Egitto
Il Sinai è sempre più una minaccia per la sicurezza di Israele
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Un soldato israeliano e tre militanti, che si erano infiltrati dalla Penisola egiziana del Sinai, sono rimasti uccisi in uno scontro nei pressi di Har Harif, al confine con l’Egitto.
Secondo le prime ricostruzioni, tre uomini armati avrebbero varcato il confine e aperto il fuoco contro una pattuglia dell’Israel Defence Forces, incaricata di controllare i lavori di costruzione della barriera di frontiera.
Il portavoce dell’Esercito, Tenente Colonnello Avital Leibovich, ha detto che gli infiltrati erano "molto ben armati” e che uno indossava una cintura esplosiva. Leibovich ha sostenuto che i miliziani fossero intenzionati a compiere un attentato di più ampia portata.
La caduta del regime di Mubarak ha determinato una crescente instabilità nella penisola del Sinai,. Il collasso delle Forze di sicurezza egiziane nella Penisola è coinciso con l’aumento degli episodi di attacchi alle frontiere e l’azione di gruppi estremisti che hanno fatto del Sinai la loro base di azione comune per colpire Israele. L’uccisione, il 18 giugno, di un lavoratore israeliano ad opera di un egiziano e un saudita – infiltratisi nel sud di Israele dal Sinai e appartenenti al gruppo Majlis al-Shura dei mujaheddin Fi Aknaf Bayt al-Maqdis (MSC) – è la prova tangibile della crescente minaccia qaedista proveniente dalla Penisola.
Il 5 agosto 16 guardie di frontiera egiziane erano rimaste vittima di un attentato condotto contro un check-point nei pressi di Rafah da una cellula jihadista.
Nel tentativo di prevenire tali attacchi, le autorità di Gerusalemme hanno accelerato la costruzione di una barriera in metallo che segue i 240 km di confine con l’Egitto e raddoppiato il numero dei battaglioni dell’IDF stanziati nell’area.

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