Israele ha chiesto a Meta (e ottenuto) di censurare i post a sostegno dell'Iran (THE INTERCEPT)

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Israele ha chiesto a Meta (e ottenuto) di censurare i post a sostegno dell'Iran (THE INTERCEPT)

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Il governo israeliano ha chiesto alla società Meta di censurare dai social network i contenuti relativi alla guerra che ha intrapreso insieme agli Stati Uniti contro l'Iran. A rivelarlo è The Intercept, citando documenti interni a cui ha avuto accesso.

Secondo i registri dell'azienda, Tel Aviv ha chiesto alla società tecnologica di rimuovere i post su Facebook e Instagram in cui si esprimesse sostegno all'Iran o opposizione a Israele, nonché le immagini degli impatti dei missili iraniani. Sono stati presi di mira anche messaggi in cui si piangeva la morte della guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei – ucciso alla fine di febbraio durante l'aggressione israelo-statunitense – contenuti a sostegno degli attacchi di rappresaglia dell'Iran e account di analisti militari iraniani.

La risposta di Meta

Il giornale precisa che Meta, a quanto pare, avrebbe acconsentito ad alcune delle richieste di censura, sebbene sottolinei che non sia chiaro su quali basi. Tuttavia, sostiene che l'azienda definisca il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell'Iran un'«organizzazione pericolosa» e vieti agli utenti di esprimere commenti positivi sulle sue azioni.

La richiesta di censura da parte di Tel Aviv si inserisce nel quadro della guerra che Israele e Stati Uniti hanno condotto contro l'Iran a partire dalla fine di febbraio, un conflitto che ha scatenato un'intensa battaglia anche sul fronte dell'informazione e della propaganda digitale. La decisione di Meta di accogliere parzialmente le richieste israeliane, prosegue Intercept nella sua inchiesta, solleva interrogativi sulla libertà di espressione e sulla neutralità delle piattaforme social in contesti di conflitto armato.

Al momento, Meta non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla vicenda.

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