Israele: Netanyahu autorizza mille coloni in più a West Bank.
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Continua in Israele lo scontro tra i poteri costituzionali sul futuro di alcuni avamposti di coloni. Dopo che mercoledì il Knesset aveva rigettato una proposta di legge di legalizzazione delle abitazioni precedenti nell'avamposto di Ulpana, il primo ministro Binyamin Netanyahu ha approvato la costruzione di centinaia di nuove case per coloni ebrei nei territori occupati. Il progetto di legge presentato mercoledì al parlamento israeliano rappresentava il tentativo dei coloni di aggirare la sentenza della Corte Suprema israeliana, che nel mese scorso ha deciso per la demolizione dell'avamposto di Ulpana entro il primo luglio. Netanyahu ha dichiarato giovedì che non permetterà “di usare il sistema legale per distruggere il movimento dei coloni” ed annunciato un piano di espansione a Beit El, vicino alla città di Ramallah, dove alle 30 famiglie presenti saranno aggiunte altro 300; mentre il ministro delle costruzioni Ariel Attias, ha annunciato l'insediamento di altre 550 famigliea West Bank.
La legalizzazione dell'avamposto e l'allargamento ad ulteriori famiglie deciso dal governo genererà un nuovo scontro con i poteri giudiziari interni del paese e soprattutto genererà una protesta internazionale contro la politica israeliana nei territori palestinesi. Israele differenzia tra avamposti legali ed illegali ma la comunità internazionale li considera tutti contrari al diritto internazionale. L'annuncio di Netanyahu è stato già condannato da un portavoce del presidente palestinese, Mahmoud Abbas, che ha dichiarato che la decisione di Beit El renderà ancora più problematica la ripresa del dialogo di pace. Anche il Dipartimento di Stato americano ha condannato l'attività israeliana che “mini gli sforzi della pace e contraddica gli impegni israeliani e obblighi. La nostra posizione rimane uguale: non accettiamo la legittimità della politica coloniale israeliana”, ha dichiarato il portavoce Mark Toner. Circa 500,000 ebrei vivono ancora in 100 insediamenti costruiti da Israele dopo la guerra del 1967 a West Bank e Gerusalemme Est, considerati illegali per il diritto internazionale. La loro rimozione era uno dei punti nevralgici della road map approvata nel 2003 per il processo di pace rimasto in gran parte in una fase di stallo.

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