Israele: tensione alta nei territori per la "Giornata della Terra"

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Israele: tensione alta nei territori per la "Giornata della Terra"

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In occasione delle manifestazioni per la “Giornata della Terra”, Israele ha rafforzato la protezione dei suoi confini e disposto migliaia di agenti della sicurezza in tutto il territorio. Da venerdì, in centinaia nelle zone occupate di West Bank e Gaza stanno commemorando i sei dimostranti arabi rimasti uccisi il 30 marzo 1976 dalla polizia israeliana nel tentativo di disperdere violente manifestazioni innescate dalla confisca di terre agricole in Galilea.  
Mustafa Barghouti, uno degli organizzatori delle iniziative, ha dichiarato che attivisti da 82 persone parteciperanno al programma che include manifestazioni a Gerusalemme, West Bank e Betlemme. Gli attivisti a Gaza, inoltre, hanno affermato che si fermeranno ad un km circa dal confine israeliano per evitare scontri. Prime forme di tensioni registrate dall'emittente Al-Jazeera, secondo cui i manifestanti al checkpoint di Qalandiya nella periferia di Gerusalemme hanno subito il lancio di gas lacrimogeni dopo aver iniziato una sassaiola contro l'esercito che li sorvegliava. In una dichiarazione di venerdì, il negoziatore palestinese Saeb Erakat ha dichiarato che la politica d'Israele di negare l'accesso alle terre "è al cuore del conflitto”. I palestinesi hanno il diritto di dimostrare pacificamente e domandare “l'adempimento dei loro diritti nazionali”.
L'esercito israeliano per la prima volta da mesi ha chiuso i valichi di transito con la Cisgiordania a scopo precauzionale. A Gerusalemme, severe misure di sicurezza sono state adottate in prossimità della Spianata delle moschee, dove l'accesso è oggi consentito solo ai fedeli musulmani di età superiore ai 40 anni. Le forze di sicurezza israeliane hanno inoltre rafforzato i controlli al confine con Libano, Siria e  Giordania, dopo aver appreso che da quei Paesi potrebbero convergere cortei di dimostranti fra cui attivisti giunti dall'Iran. Yohanan Danino, il capo della polizia di Tel Aviv, ha aumentato il livello di sicurezza "per gestire ogni possibile scenario, aspettato o no".

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