La Bolivia espropria le azioni di Rete Elettrica di Spagna
La Spagna è in un momento di crisi economica come mai nella sua più recente storia democratica. L’Agenzia di rating Standard & Poor’s ha degradato di due punti le banche spagnole e le statistiche parlano chiaramente di recessione dopo tre semestri di contrazione dell’economia. In questa situazione di indebolimento generale anche a livello internazionale sembra che il paese iberico soffra questa fase di estrema fragilità. Difatti seppure il governo di Madrid si sia immediatamente affrettato a smentire analogie con il caso Repsol Argentina è indubbio che la vicenda che vede coinvolto l’esecutivo boliviano che ha espropriato le azioni della società di Rete Elettrica Internazionale controllata di Rete Elettrica spagnola non può non essere presa come un campanello d’allarme da Mariano Rajoy e dai suoi Ministri.
Sembrerebbe che La Paz abbia avvertito la Spagna con sole tre ore di anticipo riguardo alla decisione di voler espropriare le azioni della società iberica fornitrice di elettricità il cui maggiore azionista è la Società Statale di Partecipazioni Industriali. I contatti inoltre dei Ministri degli Esteri dei due Paesi sono stati cordiali anche considerando le dichiarazioni di Evo Morales in cui ha previsto un indennizzo a Madrid per tale rapida azione. La Bolivia è un paese tra quelli in Sudamerica con cui maggiormente la Spagna coopera ed è prevista anche una visita della regina Sofia in autunno nel paese. Inoltre nonostante nel 2006 il Presidente boliviano abbia nazionalizzato i giacimenti di idrocarburi locali, nel 2008 è stato siglato un importante accordo tra la spagnola Repsol e l’esecutivo di La Paz per lo sfruttamento congiunto di alcuni pozzi nel paese sudamericano.

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