La Croce Rossa Internazionale cerca un accordo in Siria

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La Croce Rossa Internazionale cerca un accordo in Siria

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Secondo Bijan Farnoudi, portavoce a Ginevra della Croce Rossa internazionale, l'organizzazione umanitaria starebbe negoziando con le autorità siriane ed i ribelli il modo per fermare la violenza nelle aree più colpite e facilitare l'accesso di viveri alla popolazione civile. Intanto, nel paese la violenza non si placa: secondo la Commissione di coordinamento locale, altre 18 persone sarebbero state uccise lunedì, di cui 13 solamente a Homs, roccaforte dell'opposizione.

Sul terreno della diplomazia, molti incontri e prese di posizioni ufficiali, ma poche decisioni pratiche. A margine di una conferenza tra i ministri degli esteri di paesi dell'area mediterranea tenutasi lunedì a Roma, il ministro tunisino Rafik Abdessalem ha affermato che un accordo di transizione pacifico è necessario per impedire uno scenario simile all'Iraq e preservare l'integrità territoriale della Siria. La Lega Araba ha nuovamente invocato le Nazioni unite per l'invio di una forza congiunta di peacekeeping. Intanto, attraverso un articolo del People's Daily, giornale ufficiale del regime, l'autorità cinese ha accusato sia l'opposizione siriana, rea di fomentare la guerra civile; sia i paesi arabi e le potenze occidentali per il loro tentativo di favorire un intervento esterno. Dichiarazioni che dimostrano come la nuova risoluzione che sarà presentata dalla diplomazia occidentale al Consiglio di Sicurezza per destituire Bashar al-Assad, continuerà a trovare il veto di Russia e Cina. 

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