La difesa di Susan Rice sull'attacco a Bengasi
Parla per la prima volta il principale bersaglio delle critiche repubblicane sulla gestione degli eventi dell'11 settembre scorso
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L'ambasciatrice americana alle Nazioni Unite, Susan Rice, ha per la prima volta difeso le affermazioni fatte pochi giorni dopo l'attacco al consolato americano di Bengasi, costata la vita all'ambasciatore Stevens ed altri del corpo diplomatico americano l'11 settembre scorso. Di fronte alle critiche del partito repubblicano, la Rice ha dichiarato mercoledì che le sue affermazioni del 14 settembre - che l'attacco era stato il frutto delle evoluzioni delle proteste popolari contro il film anti islamico prodotto negli Stati Uniti - si erano basate sulle informazioni dell'intelligence che aveva a disposizione in quel momento. Designato come probabile successore a Hillary Clinton alla carica di Segretario di stato del secondo mandato di Obama, Susan Rice è divenuto il principale bersaglio dei repubblicani dopo che i servizi di intelligence sono stati scossi dall'Affaire Petraeus, attraverso il quale è emerso il coinvolgimento di al-Qaeda nell'attacco a Bengasi.
Dopo diverse udienze nelle commissioni specializzate del Congresso la situazione si è ormai chiarita ed è ormai accettato che l'attacco è stato premeditato e pianificato da Al-Qaeda e non è stato il frutto di una dimostrazione spontanea trasformata in violenza, come affermato dal governo. Parlando alle Nazioni Unite mercoledì, la Rice ha difeso la sua posizione iniziale e descritto alcuni dei commenti contro di lei – inclusi quelli del Senatore John McCain, come “infondate”. “Discurtendo dell'attacco di Bengasi, avevo a disposizione solo le informazioni fornitemi dall'intelligence. Avevo chiarito che si trattava di informazioni preliminari e che le nostre investigazioni sarebbero proseguite per darci le risposte definitive. Ognuno ha lavorato in buon fede con le informazioni che aveva a disposizione." Un resoconto definitivo dell'attacco non sarà possibile fino a quando l'Fbi ed il dipartimento di stato non avranno finito di redigere i loro rapporti definitivi. Ricordando Stevens, la Rice ha concluso sostenendo come “nessuno di noi avrà pace fino a quando i terroristi responsabili di quest'attacco non saranno portati davanti alla giustizia”.

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