La nuova politica estera egiziana
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L'Egitto ha intrapreso un cambiamento della sua politica estera dopo oltre 40 anni di “special relationship” con gli Stati Uniti, diversificando i contatti diplomatici con altre potenze come la Russia e la Cina.
I funzionari governativi sostengono che l'Egitto non sta cercando di abbandonare questo rapporto speciale con gli Stati Uniti e abbracciare Mosca, ma sta diversificando le sue relazioni in un nuovo approccio di politica estera che richiede che il paese interagisca con i nuovi attori globali come Cina, India, Brasile e Giappone.
Nel mese di ottobre, gli Stati Uniti hanno sospeso parte degli aiuti militari all'Egitto in segno di protesta contro la decisione dei militari di reprimere duramente le proteste organizzate dai Fratelli Musulmani, che continuano a sostenere che Morsi resta il presidente democraticamente eletto d’Egitto.
Per Badr Abdelatty, portavoce del ministro degli Esteri egiziano e direttore di Diplomacy, dalla rivoluzione del febbraio 2011 che ha rimosso l'ex presidente Hosni Mubarak, il paese è stato così assorto nella gestione degli affari interni da lasciar erodere la posizione storica e diplomatica dell'Egitto nel mondo. Che ora va ripristinata.

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