"Non è possibile permettere una situazione in cui si adottino azioni contrari alla legge con l'intenzione di imporre scelte al governo”, con queste parole il ministro della giustizia E. Barak ha commentato lo sgombero di 15 coloni da un edificio di Hebron nei territori occupati di West Bank. Le sei famiglie di ebrei hanno preso possesso dell'immobile la scorsa settimana, sostenendo di averlo legalmente acquisito dai precedenti proprietari palestinesi. Dichiarazione contestata dall'amministrazione civile e dal ministero della giustizia che hanno dato fino a martedì ai coloni per presentare i validi titoli di proprietà. Scaduto l'ultimatum, è scattato mercoledì pomeriggio il blitz delle forze dell'ordine israeliane.
Il portavoce della polizia Micky Rosenfeld ha confermato che 15 persone sono state scortate fuori dall'edificio: “Nessun ferito in quella che è stata una decisione del governo". Secondo un corrispondente dell'agenzia AFP sul posto la maggior parte delle 15 persone erano donne e bambini.
Un incontro ad alto livello tra il primo ministro Benyamin Netanyahu,il ministro della difesa Ehud Barak e due altri membri del governo ha dato il via libera all'operazione. “Il primo ministro ha annunciato ieri che intende riportare l'ordine e la legalità in tutte le aree di West Bank e la decisione di oggi è in tale direzione”. Si legge in una dichiarazione rilasciata dall'ufficio di Barak, che ha sottolineato come il suo ministero proseguirà ad esaminare gli aspetti legali dei diritti di proprietà, ma non tollererà mai che le persone “impongano o dettino le regole sul campo”.
Dura la risposta della comunità ebraica di coloni ad Hebron, con una donna che ha accusato Barak "di giocargli brutti scherzi" e "trattarli come nemici". “Se questa è una decisione del governo allora ha completamente perso la sua via”, ha dichiarato Orik Srok alla radio pubblica. Ad Hebron, la città biblica dove si ritiene sia stato sepolto Abramo, vivono oltre 500 coloni israeliani in un enclave protetto dall'esercito di Tel Aviv. Lo sgombero precede un importante incontro tra Netanyahu ed il primo ministro dell'Autorità palestinese Salam Fayyad, che dopo pasqua dovrà tentare di riaprire il processo di pace.
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