La Russia dovrebbe ospitare la distruzione dell'arsenale chimico siriano
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Il progresso nella distruzione di armi chimiche della Siria è stato sorprendentemente rapido e si è svolto senza intoppi.
I compiti che ora si profilano sono i più complessi e pericolosi, scrive il Chicago Tribune in un editoriale.
• Trasferire le enormi scorte di sostanze chimiche via terra nel mezzo della guerra civile del paese con il rischio che questi convogli vengano attaccati e le sostanze chimiche cadano in mani sbagliate.
• Distruggere l'arsenale di 1300 tonnellate di sostanze chimiche volatili. Damasco non dispone di strutture per farlo e così le scorte devono essere trasferite in un paese vicino disposto ad ospitarne la distruzione. Finora, né l'Albania né la Norvegia hanno accettato. Gli Stati Uniti potrebbero farlo ma le leggi americane non consentono l'importazione di questi prodotti chimici. L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ha detto allora di star valutando la distruzione dell’arsenale chimico siriano in mare se nessun Paese accettasse di disfarsene sul suo territorio.
L'invio di queste sostanze chimiche su lunghe distanze è pericoloso e quindi deve essere fatto il più vicino possibile. Il candidato più ovvio è la Russia anche perché Mosca ha una vasta esperienza nello smantellamento di armi chimiche, biologiche e nucleari. Ma Mosca è riluttante, sostiene il Chicago Tribune, perché è in ritardo nel distruggere le proprie armi chimiche.

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