Questa è la settimana della verità per la diplomazia internazionale in Medio Oriente, si legge in un editoriale de Le Figaro. L'accordo negoziato con l'Iran per bloccare il suo programma nucleare è entrato in vigore ieri. Una conferenza di pace sulla Siria si aprirà domani a Montreux, in Svizzera. In entrambi i casi, le grandi potenze oscillano tra attivismo e cautela. Molti sono gli ostacoli ad una soluzione negoziata a questi temi scottanti che minacciano la pace nel mondo. E su entrambi la diplomazia mette in gioco la sua ragion d'essere: offrire un'alternativa alla guerra. In Siria si tratta di fermare un bagno di sangue senza un vincitore certo. Con l’Iran la sfida è prevenire una corsa agli armamenti e un conflitto regionale.
I due problemi sono legati. La comunità internazionale ha bisogno dell’Iran per calmare il gioco in Siria dove Hezbollah, braccio armato di Teheran in Libano, si batte in prima linea nel campo di Assad.
Il successo del negoziato nucleare con Teheran può avere impatto sul negoziato siriano. Se l'Iran interrompe la sua corsa verso l'atomica, Teheran ha una chance di imporsi come interlocutore credibile la cui voce conta sulla scena mondiale.L'Iran deve però dare prova della buona fede: è la scommessa di Obama che dopo cinque anni di presidenza non ha ottenuto nemmeno un successo in Medio Oriente
Le intenzioni reali di Teheran si conosceranno a breve. Se i dubbi giustificano una grande vigilanza non devono però far deragliare il processo appena avviato. Obama deve neutralizzare il Congresso, che rischia di approvare nuove sanzioni contro l'Iran, e Israele deve rinviare le sue minacce di intervento militare.
Il mondo intero, conclude Le Figaro, ha interesse a creare un circolo vizioso dall'Iran alla Siria per fermare il circolo vizioso della guerra.
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