La soluzione del Vertice di Tunisi per la Siria

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La soluzione del Vertice di Tunisi per la Siria

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Rappresentanti di più di 70 paesi si sono riuniti per la conferenza Friends of Syria, che si è tenuta a Tunisi con lo scopo di trovare una soluzione per la cessazione del massacro in corso in Siria. Sembra emergere il modello Yemen – immunità ed esilio protetto in cambio di governo di transizione condiviso ed elezioni - come la miglior proposta possibile. Il presidente tunisino Moncef Marzouki, nel discorso d'apertura, ha infatti dichiarato che la Lega Araba dovrebbe inviare una forza di peacekeeping per porre fine alla repressione, ma  ad Assad dovrebbe essere garantita l'immunità da ogni eventuale processo penale. Stessa posizione è stata espressa da diversi paesi arabi presenti a Tunisi.

Mentre un gruppo di protestanti inneggiava ad Assad ed al regime siriano, Burhan Ghalioun, il leader del Consiglio nazionale siriano, principale organizzazione d'opposizione, ha proposto la creazione di un consiglio presidenziale ad interim ed una commissione di riconciliazione nazionale. Ha però ribadito che la ribellione continuerà fino alla definitiva resa di Assad.

Il segretario di Stato Hillary Clinton ha annunciato che gli Stati Uniti sono pronti ad offrire 10 milioni di aiuti umanitari, ribadendo come sia obiettivo prioritario per la comunità internazionale la cessazione dei crimini contro l'umanità e l'inizio di una transizione democratica del paese. La Russia, attraverso una dichiarazione del suo ministro degli esteri Lavrov, ha accolto favorevolmente l'incarico di Kofi Annan per una missione in loco per il cessate il fuoco nella città di Homs, ma ha deciso, come del resto la Cina, di non partecipare al vertice di Tunisi.
Secondo quanto dichiarato da ufficiali sul posto della Croce Rossa, l'organizzazione umanitaria di Ginevra ha raggiunto venerdì pomeriggio la città sotto assedio di Homs e iniziato le negoziazioni per l'evacuazione dei feriti.

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