Lampedusa, laboratorio europeo di un'ipocrisia lunga vent'anni

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Lampedusa, laboratorio europeo di un'ipocrisia lunga vent'anni

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di Giacomo Sferlazzo*

O sono io che non capisco più la realtà – e può anche essere – oppure la confusione e l'ipocrisia hanno raggiunto livelli tali che faccio fatica a orientarmi. Come si fa a osannare la visita di Papa Francesco a Lampedusa, ricordarne il grido contro la «globalizzazione dell'indifferenza», ascoltare oggi le parole di Papa Leone XIV sulla dignità di ogni essere umano e poi sostenere Fratelli d'Italia o la Lega? Non capisco. C'è una distanza profonda tra il magistero degli ultimi due pontefici sulle migrazioni e la retorica della destra italiana. Almeno su questo tema mi sembrano inconciliabili.

È bene ricordare che non solo questa amministrazione è politicamente allineata al governo Meloni, ma che molti lampedusani sono stati e sono di destra, hanno reclamato prima i respingimenti e poi il blocco navale. E non ci sono state soltanto prese di posizione politiche.

Il 21 settembre 2011, alla vigilia della festa della Madonna di Porto Salvo, dopo mesi di tensioni legate alla cosiddetta emergenza Nord Africa, sull'isola si verificarono episodi di violenza contro i migranti, culminati in una vera e propria caccia all'uomo. È una pagina della nostra storia recente che non dovrebbe essere rimossa dalla memoria collettiva. Ma per nascondere il processo di resa a frontiera militarizzata di Lampedusa è più comodo parlare di un popolo di eroi. Oppure, come capita sempre più spesso, sentire parlare dell'accoglienza lampedusana riferendosi però ad associazioni, istituzioni e soggetti che di Lampedusani non vedono neanche l'ombra e se in qualche caso ci sono , sono li perché stipendiati.

Questo significa forse che la sinistra sia migliore? Che quando governava il PD fosse diverso? Assolutamente no.

La differenza è soprattutto nella retorica. Per anni il centrosinistra ha mantenuto un linguaggio che, almeno formalmente, era molto più vicino a quello di Papa Francesco e oggi di Papa Leone XIV: accoglienza, solidarietà, diritti umani, società aperta )tanto cara a Soros). Nel frattempo, però, i governi di centrosinistra approvavano norme e leggi sempre più restrittive e criminalizzanti e il ministro Minniti costruiva gran parte dell'attuale politica di esternalizzazione delle frontiere.

Ma la retorica era quella dei buoni sentimenti, non quella della re-migrazione, ad esempio. Per questo riesco a comprendere un elettore del PD o un giovane dei centri sociali che si commuove ascoltando le parole del Papa, (ma anche di Baglioni). Faccio invece molta più fatica a capire come possa farlo chi sostiene la Lega o Fratelli d'Italia senza avvertire alcuna contraddizione.

Io credo che Lampedusa sia ormai una terra di conquista sotto molti aspetti. È già stata trasformata nella frontiera militarizzata dell'Unione Europea. Quello che verrà sarà soltanto un rafforzamento di ciò che l'isola è già diventata. C'è chi finge di non vederlo e chi, invece, collabora a questo processo traendone vantaggi, diretti o indiretti.
Vorrei per un attimo dare i numeri, quelli veri:  

Dal 2014:
(anno, nome del Presidente del Consiglio, numero di persone migranti arrivate in Italia)

2014 – Matteo Renzi: 170.100, 2015 – Matteo Renzi: 153.842, 2016 – Matteo Renzi: 181.436, 2017 – Paolo Gentiloni: 119.369, 2018 – Paolo Gentiloni / Giuseppe Conte I: 23.370, 2019 – Giuseppe Conte I / Giuseppe Conte II: 11.471, 2020 – Giuseppe Conte II: 34.154, 2021 – Giuseppe Conte II / Mario Draghi: 67.477, 2022 – Mario Draghi / Giorgia Meloni: 105.129, 2023 – Giorgia Meloni: 157.651, 2024 – Giorgia Meloni: 66.617, 2025 – Giorgia Meloni: 66.317.

Se si considera la media annua fino a oggi, il governo Meloni registra meno sbarchi rispetto ai governi Renzi e Gentiloni, ma più sbarchi rispetto ai governi Conte e Draghi.
Com'è possibile, allora, parlare di una vittoria? Da un governo che aveva fatto del blocco navale il proprio cavallo di battaglia?

Forse perché questi numeri sono ormai diventati la normalità. Quando governava la sinistra venivano raccontati come la prova del «traffico di esseri umani» e dell'invasione; oggi vengono presentati come il successo della destra. E poi al capitale servono lavoratori schiavi…

È vero che negli ultimi due anni gli arrivi sono diminuiti rispetto al picco del 2023. Ma basta allargare lo sguardo.


Prima del 2014 gli arrivi erano di tutt'altro ordine di grandezza:

2000 – Giuliano Amato II: 26.817, 2001 – Giuliano Amato II / Silvio Berlusconi II: 20.143, 2002 – Silvio Berlusconi II: 23.719, 2003 – Silvio Berlusconi II: 14.331, 2004 – Silvio Berlusconi II: 13.635, 2005 – Silvio Berlusconi II / III: 22.939, 2006 – Silvio Berlusconi III / Romano Prodi II: 22.016, 2007 – Romano Prodi II: 20.455, 2008 – Romano Prodi II / Silvio Berlusconi IV: 36.951, 2009 – Silvio Berlusconi IV: 9.573, 2010 – Silvio Berlusconi IV: 4.406, 2011 – Silvio Berlusconi IV / Mario Monti: 62.692, 2012 – Mario Monti: 13.267, 2013 – Mario Monti / Enrico Letta: 42.925.

Se negli anni Duemila, ventimila arrivi erano considerati un'emergenza, oggi sessantamila vengono raccontati come un successo.

Che cosa è cambiato?

In mezzo c'è il 2013. C'è la strage del 3 ottobre. Quell'evento rappresenta uno spartiacque. Da un lato aumentano gli arrivi, dall'altro aumentano enormemente i finanziamenti destinati alla sorveglianza delle frontiere, alla militarizzazione del Mediterraneo e all'esternalizzazione dei confini europei. Ma aumenta anche il fuoco della narrazione, i grandi eventi su Lampedusa, le visite istituzionali e le giornate della memoria (selettiva e smemorata). La visita di Papa Francesco a Lampedusa inaugura una stagione di straordinaria forza simbolica proprio mentre prende forma un modello di gestione delle migrazioni fondato sempre più sul controllo, sulla sicurezza e sull'esternalizzazione.

Le due narrative sulle migrazioni sono facce della stessa medaglia e imprescindibili una dall'altra.

Così come la gestione delle migrazioni e le retoriche costruite attorno ad esse hanno contribuito alla militarizzazione di Lampedusa e del Mediterraneo, lo stesso si può dire dell'esternalizzazione delle frontiere, portata avanti da governi di destra e di sinistra.

Il Sudan è un esempio emblematico.

Dal 2023 il Paese è devastato dalla guerra tra l'esercito regolare (SAF) e le Rapid Support Forces (RSF). Il conflitto ha provocato decine di migliaia di morti e costretto oltre 14 milioni di persone ad abbandonare le proprie case.

Molti di loro cercano salvezza attraversando il Sahara e il Mediterraneo. Ma da anni l'Unione Europea ha scelto di esternalizzare il controllo delle frontiere, finanziando governi e apparati di sicurezza affinché fermassero i migranti prima che raggiungessero l'Europa.

Nel caso del Sudan, attraverso il Processo di Khartoum e altri programmi, milioni di euro sono stati destinati al rafforzamento del sistema di controllo delle frontiere. Diverse inchieste e organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato che queste politiche hanno finito per rafforzare anche apparati di sicurezza nei quali operavano le Rapid Support Forces, la milizia oggi protagonista della guerra civile e accusata di gravissimi crimini contro la popolazione. L'Unione Europea nega di aver finanziato direttamente le RSF, ma resta il tema della responsabilità politica di aver sostenuto un sistema di sicurezza che comprendeva anche quel corpo.

Molti di coloro che oggi attraversano il Sahara e il Mediterraneo stanno fuggendo anche dalle conseguenze di quelle politiche.

Io spero solo che gli africani prendano sempre più coscienza e forza e che l'Africa si infiammi di anticolonialismo e antimperialismo. Spero che il mediterraneo divenga un'area politica, culturale ed economica dove si metta al primo posto la cooperazione paritaria tra i popoli e le nazioni e che l'UE e la NATO finiscano di esistere. Spero che chi debba spostarsi per qualsiasi motivo lo possa fare pagando un biglietto, facendo i dovuti controlli e decidendo dove andare senza essere costretto ad essere salvato per divenire la prova del nostro eroismo o più modestamente della nostra bontà.


*da Facebook

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