L'Anc dopo la morte di Mandela
Con la morte di Nelson Mandela, l'ANC ha perso il suo collante
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Nelson Mandela è stato il collante che ha tenuto unito l'ANC nonostante le profonde divisioni interne, commenta sul Guardian William Gumede del St Antony College, Oxford, e autore di “Thabo Mbeki e la battaglia per l'anima dell'ANC”.
Da alcuni anni, spiega Gumede, l'egemonia dell'ANC è minacciata dalla sua incapacità di ridurre la povertà, creare posti di lavori e assicurare servizi pubblici efficienti. Con la morte di Mandela è probabile che molti sostenitori delusi possano accettare più facilmente che l'attuale ANC e la sua leadership non sono più espressione dei valori di Mandela e l’Anc è un partito diverso in tutto tranne che nel nome. Come risultato, ipotizza il professore, potremmo assistere ad una frammentazione del partito.
Le elezioni nazionali del prossimo anno sono allora un passaggio cruciale anche in considerazione del dato che l'ANC è al potere dal 1994. L'ANC potrebbe godere di un momentaneo aumento del numero di elettori per effetto della morte di Mandela ma si tratterebbe, appunto, di un vantaggio temporaneo. L'ANC manca di leadership, di rinnovamento di uomini e di idee.
Questa potrebbe essere una buona notizia per la democrazia del paese. I vecchi partiti - l'ANC e quelli dell'opposizione - sono così immersi in culture politiche pre-apartheid da essere inadeguati a far maturare la democrazia sudafricana.
Recentemente, prosegue Gumene nella sua analisi, ci sono stati una serie di piccoli partiti nati da una secessione interna sia all’ANC che ai partiti di opposizione esistenti. Tuttavia, la maggior parte di questi risulta essere inadeguata. Mentre la maggior parte dei disillusi sostenitori neri dell'ANC si colloca a sinistra dell’Anc, tutti i partiti di opposizione sorti dopo il 1994 si collocano a destra dell'ANC. Anche Agang, lanciato di recente da Mamphela Ramphele, è sul fianco destro dell’ANC e fa appello alla piccola borghesia nera del Sudafrica, piuttosto che alla maggioranza nera.
Julius Malema, l'ex presidente espulso della Lega giovanile dell'ANC, ha astutamente intuito il vuoto nel firmamento elettorale del Sudafrica e ha formato un nuovo partito, gli Economic Freedom Fighters, che, tra appelli politici di sinistra e messaggi economici populiste, si rivolge ai giovani del paese.
Tuttavia, il sistema democratico del Sudafrica avrebbe bisogno di un partito autenticamente democratico, con base sindacale e con forte caratterizzazione di sinistra.
Tuttavia, il sistema democratico del Sudafrica avrebbe bisogno di un partito autenticamente democratico, con base sindacale e con forte caratterizzazione di sinistra.
Ciò potrebbe presto accadere, commenta Gumede. Il Congresso dei sindacati sudafricani (Cosatu) è il più potente alleato sindacale dell'ANC e ha sostenuto Zuma per la presidenza dell'ANC nel 2007, nella speranza che avrebbe spinto per una maggiore promozione della democrazia e per uno sviluppo più inclusivo.
Alcuni affiliati e dirigenti del Cosatu stanno però riconsiderando la loro posizione. Il più grande affiliato del Cosatu, l'Unione nazionale dei metalmeccanici del Sudafrica (Numsa), sta valutando il lancio di un partito allineato con la società civile, non molto diverso dal partito socialista di Lula in Brasile.
Riconoscendo la minaccia, i leader dell'ANC hanno recentemente promesso tutti i tipi di ricompense ai sindacalisti ribelli. L'arrivo di un nuovo partito con una base sindacale potrebbe infondere nuova energia in un sistema politico partito paralizzato, conclude Gumede.

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