L'Armata Branca(ccio)leone

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L'Armata Branca(ccio)leone

 


di Giorgio Cremaschi

 

Se i suoi promotori Anna Falcone e Tomaso Montanari, invece che inseguire i giri di valzer della sinistra di palazzo, avessero provato a mettersi in comunicazione con il popolo che è sceso in corteo sabato, forse non sarebbero giunti a questo punto morto. 





Questa é la verità, c'è la sinistra ufficiale che riempe le pagine dei giornali di regime, quasi tutti, ma che raccoglie il vuoto nelle piazze. E c'è un popolo che rialza la testa, che è antifascista e antirazzista non nei salotti o nei talk show, ma nelle periferie dove cerca di ricostruire la lotta di classe in alternativa alla guerra tra i poveri. Questo popolo si sta riorganizzando e rafforzando, pure tra mille difficoltà. Questo popolo è completamente censurato da quei mass media, quasi tutti, che hanno tutto l'interesse ad assegnare agli impresentabili neofascisti di Casapound la parte di chi protesta. Per rafforzare il potere di chi comanda. 

Questo popolo che lotta, per il palazzo anche per quello di sinistra non esiste, ma invece è la sola realtà nuova del paese, quella che vuole cambiare, anzi rovesciare l'agenda politica dettata da banche, UE, NATO. 

Ecco, se i promotori del Brancaccio fossero davvero usciti dal palazzo, questo popolo l'avrebbero visto e ci si sarebbero confrontati. Invece hanno continuato a riproporre la ricostruzione di una vera sinistra senza capire che questo obiettivo ce lo si può porre solo stando fuori e contro il sistema, in tutte le sue facce. Così il sistema li ha prima usati e poi scaricati. Non so se impareranno una lezione che per noi, che sabato abbiamo manifestato contro il governo di banche precarietà e manganelli, è scontata da tempo, anzi è alla base di tutto ciò che diciamo e facciamo

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