Le Farc ammettono di aver violato la tregua

Accusati i media di non aver dato la giusta copertura mediatica. Prima accordo intanto nei negoziati all'Avana

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Le Farc ammettono di aver violato la tregua

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Il 36° reggimento del gruppo ribelle delle Farc hanno ammesso l'azione di martedì scorso contro due piloni dell'elettricità a Reposo, una cittadina di Campamento. La motivazione di un portavoce rilasciata ad Afp è stata giudicata “incoerente” dal ministro della difesa del governo Santos: secondo la  versione dei membri rivoluzionari, l'ordine della tregua unilaterale decisa dai leader delle Farc in occasione delle trattative di pace in corso all'Avana non li ha raggiunti in tempo ed hanno  per questo accusato i media di non aver riportato a sufficienza la notizia. 
Lunedì 19 novembre, il capo negoziatore all'Avana, Ivan Marquez, aveva annunciato che le Farc avrebbero interrotto le loro operazioni belliche dalla mezzanotte di quel giorno fino al 20 gennaio del 2013, come "contributo per rafforzare il clima positivo tra le parti per il raggiungimento del proposito desiderato da tutti i colombiani”. Intanto ieri le due delegazioni hanno annunciato ieri la loro prima intesa sul principale tema dell’agenda dei colloqui di pace: la riforma agraria. “Nel rispetto dell’accordo generale per la conclusione del conflitto e la costruzione di una pace stabile e duratura - riferisce l'agenzia Misna - si è convenuto di mettere in marcia il primo spazio di partecipazione del tavolo del dialogo attraverso la convocazione di un Forum denominato politica di sviluppo agrario integrale a Bogotá il 17,18 e 19 dicembre prossimi” si legge in una nota congiunta delle parti inviata ai media colombiani. Secondo il comunicato, il Forum consentirà di “ricevere apporti e proposte utili alla discussione del primo punto dell’agenda provenienti dalla partecipazione cittadina”. 
Venerdì scorso, infine, i negoziatori delle Farc all'Avana avevano formalmente chiesto ad Obama di usare il suo potere di amnistia verso uno dei leader della guerriglia, Simon Trinidad, inserito nella delegazione dei ribelli.

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