L'esito dell'incontro tra i leader di Hamas e Fatah
I due leader si sono impegnati a rilanciare il processo di riconciliazione
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Nell’incontro a Il Cairo tra il leader di Fatah, Mahmoud Abbas, e il capo dell’Ufficio politico di Hamas, Khaled Meshaal, i due leader palestinesi si sono impegnati a dare un nuovo impulso al processo di riconciliazione. Abbas e Meshaal non si incontravano dal febbraio 2012.
Un funzionario egiziano ha dichiarato che le discussioni si sono svolte in un "spirito positivo" e che le fazioni rivali si dovrebbero riunire nuovamente nella prima settimana di febbraio.
Il portavoce di Hamas, Ezat al-Rashq, ha confermato che: "I due partiti si sono accordati per chiedere l'unità di tutte le fazioni palestinesi e implementare l'accordo di riconciliazione”.
“Abbas, ha continuato al-Rashq, intende riavviare il lavoro della commissione elettorale. Dopo che la commissione avrà terminato il suo lavoro e ci sarà consenso intorno al governo di unità, potremo indire le elezioni".
I primi colloqui che avrebbero dovuto portare alla nascita di un governo di transizione, frutto dell’accordo politico tra le due fazioni, si sono tenuti a maggio 2011, sempre grazie alla mediazione del Cairo, e, dopo una serie di ritardi, si sono ripetuti a novembre e a febbraio 2012, senza mai produrre un risultato concreto. I continui fallimenti dei tentativi di riconciliazione sono stati spesso attribuibili alle dinamiche interne ad Hamas, dove l’ala più oltranzista ha spesso accusato Meshaal di prendere decisioni unilaterali senza il loro sostegno. Nel caso dell’accordo del 2011, che prevedeva la nascita di un governo ad interim del leader dell’ANP Mahmoud Abbas con un gabinetto composto da tecnici, Meshaal è stato accusato di fare concessioni politiche eccessive nei confronti di Fatah.

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