Libano. Doppia esplosione vicino all'ambasciata iraniana
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Più di venti persone sono state uccise, incluso un diplomatico iraniano, in due esplosioni avvenute vicino all'ambasciata iraniana a Beirut. Un gruppo legato ad al-Qaeda - Brigate Abdullah Azzam - ha rivendicato l'attacco, dicendo che continuerà a colpire Hezbollah finché non si ritirerà dalla Siria. Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha accusato Israele per l'attacco, mentre i funzionari siriani e Hezbollah hanno puntato il dito contro l’Arabia Saudita.
Le esplosioni rappresentano l'ultimo spillover del conflitto siriano che ha messo a dura prova lo Stato libanese. E' la prima volta che un attentatore suicida colpisce un obiettivo non militare in Libano dal 1999 e il primo attacco contro l'Ambasciata iraniana, anche se i civili sciiti nel sud di Beirut sono stati vittime di frequenti attacchi.
Hezbollah, alleato dell'Iran, ha inviato combattenti per aiutare il regime siriano, mentre altre fazioni libanesi hanno appoggiato la rivolta sunnita. Già quest'anno, la roccaforte di Hezbollah nel sud di Beirut è stata colpita da tre attentati, mentre un certo numero di moschee sunnite sono state prese di mira nella città settentrionale libanese di Tripoli .
Una ragione probabile per la tempistica dell'attacco è che le forze di Assad stanno guadagnando terreno con la cattura di un villaggio strategico e l'uccisione di un importante comandante ribelle. Con gli Stati Uniti così profondamente coinvolti diplomaticamente altrove, il rischio è che Assad e i suoi sostenitori si stiano convincendo di poter vincere la guerra con mezzi militari.

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