Libia: Console Generale italiano a Bengasi sfugge ad attentato
La Libia vara un nuovo piano per la sicurezza dei diplomatici
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Il 12 gennaio l’auto blindata su cui si trovava il Console Generale italiano a Bengasi, Guido De Sanctis, è stata raggiunta da una serie di colpi di arma da fuoco. Il Console è illeso ma l’episodio rivela la precaria condizione della città della Libia orientale, sempre più rifugio degli estremisti, dove da almeno un anno e mezzo si assiste ad omicidi mirati dei funzionari della sicurezza e assalti contro il personale e le sedi delle rappresentanze diplomatiche straniere. L’episodio più grave è stata la morte dell’Ambasciatore statunitense Chris Stevens in un attacco al Consolato Usa.
Per il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi “si e' trattato di un tentativo di destabilizzare le istituzioni della nuova Libia rispetto al quale l'Italia esprime la condanna più ferma e riconferma il suo pieno sostegno al percorso democratico e di riforme avviato dalle Autorità di Tripoli, che ci hanno già garantito il massimo impegno per assicurare alla giustizia i responsabili di questo vile atto terroristico".
L’attentato avviene all’indomani della visita del Presidente Magarief a Roma e del Secondo Forum economico italo - libico svoltosi il 10 gennaio alla Farnesina a seguito del precedente incontro del 29 novembre presso Assolombarda a Milano. Proprio il successo di questa visita sembra aver motivato l’azione degli assalitori che starebbero cercando di minare gli sforzi del nuovo governo di allacciare rapporti economici e diplomatici con la comunità internazionale, segnando il compimento della rivoluzione
Sulla scia di questo ultimo attentato, le autorità di Tripoli hanno varato un nuovo piano volto a rafforzare la sicurezza dei diplomatici e dei cittadini stranieri puntando a creare una forza speciale, sotto la guida del ministero della Difesa, formata da poliziotti e soldati addestrati all'estero.

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