Libia : Si è conclusa la campagna elettorale per l’Assemblea Costituente

2, 7 milioni di libici chiamati alle urne dopo 48 anni, tra timori e speranze

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Libia : Si è conclusa la campagna elettorale per l’Assemblea Costituente

 Si è conclusa in Libia la campagna elettorale per l’elezione dei membri che andranno a costituire l’Assemblea Costituente. Circa 2,7 milioni di cittadini libici sceglieranno i 200 delegati incaricati di nominare un nuovo governo, in sostituzione di quello guidato dal Primo Ministro Abdurrahim el-Keib, e redigere la nuova Costituzione, aprendo così una nuova fase della storia della Libia dopo il regime di Gheddafi durato oltre 40 anni. La nomina del nuovo governo farà decadere anche il Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), organo politico nato durante le rivolte popolari in Libia composto da ex ribelli e capi tribali e divenuto poi di fatto governo ad interim del Paese e interlocutore ufficiale della Comunità Internazionale.
Le consultazioni saranno  le prime libere e democratiche  dal 1964. Dal 1969, infatti, anno del colpo di stato che segnò l’ascesa di Gheddafi, la vita politica libica era inesistente, con partiti politici e istituzioni praticamente assenti. Per assicurare la trasparenza dell’intero processo elettorale è giunto in Libia un team di osservatori internazionali, inviati da Onu e Ue.  
In base alla decisione della Commissione Elettorale i seggi saranno divisi su base demografica: 80 per la Tripolitania, 60 per la Cirenaica e 40 per il Fezzan. Questa decisione ha innescato una serie di violenze soprattutto nella Cirenaica, che da tempo avanza richieste autonomiste. All’assalto della Commissione Elettorale di Bengasi e agli inviti a boicottare le elezioni, è infatti seguito un incendio in un deposito della città orientale di Ajdabiya che conteneva urne e schede elettorali.  La fine del regime di Gheddafi ha infatti fatto riaffiorare tutte le rivalità regionali e tribali finora represse. Scontri tra tribù e milizie locali sono all’ordine del giorno in Libia, rivelando un problema nella sicurezza a cui il CNT non ha saputo far fronte e che molti libici temono possa ora condizionare lo svolgimento delle elezioni previste per il 7 luglio.

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