Libia : Si dimette il Ministro dell’Interno

La sicurezza resta il principale ostacolo alla transizione

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Il Ministro dell’Interno ad interim libico, Fawzi Abdel – Al, si è dimesso dal suo incarico dopo le critiche che il neo insediato Congresso Generale Nazionale (CGN) ha indirizzato all’Alta Commissione di Sicurezza sulla sua reale capacità di garantire l’ordine nel Paese, il cui quadro ha subito un netto deterioramento. 
Diversi gli episodi che confermano tale trend . Tra questi, le esplosioni di due autobombe nel centro della città di Tripoli ; il recente attentato contro la sede del Comitato Internazionale della Croce Rossa a Misurata, che il 5 agosto ha comunicato di aver sospeso le proprie attività nelle città di Misurata e Bengasi dal momento che per ben cinque volte in tre mesi i suoi uffici sono stati fatti oggetto di attacchi; le diverse esplosioni che hanno preso di mira gli uffici delle Forze di sicurezza del Paese; il rapimento di sette operatori di una delegazione della MezzaLuna Rossa a Bengasi da parte di un gruppo di miliziani armati, i recenti scontri tra tribù rivali a Zlitan e il sequestro di oltre 100 carri armati e 26 lanciarazzi ad una milizia pro Gheddafi.
Ad aggravare una situazione ormai già tesa, la distruzione di diversi mausolei sufi. Quello di Abdel Salam al-Asmar a Zlitan, quello di  Al-Shaab Al-Dahman, vicino al centro di Tripoli, e quello di Ahmed al-Zarruq, nel porto di Misurata. Sebbene responsabili degli episodi siano ritenuti gruppi radicali salafiti e la linea del Governo sia di dura condanna degli episodi, diversi testimoni confermerebbero un coinvolgimento da parte delle Forze di sicurezza libiche. Una manifestazione contro l’estremismo religioso si è svolta domenica 26 agosto in Piazza Algeria a Tripoli, per poi dirigersi verso le rovine del mausoleo sufi della capitale.
Dalla caduta di Gheddafi uno degli scontri culturali di più alto profilo è quello che vede fronteggiarsi i seguaci della tradizione mistica sufi e le organizzazioni radicali salafita, che hanno dato vita a diverse milizie armate. Questi gruppi, accusati da più fronti di operare al di fuori della legge e di ogni regola democratica, potrebbero rappresentare un ulteriore ostacolo alla transizione democratica che dopo le elezioni del 7 luglio ha visto, l’8 agosto, un’ ulteriore tappa fondamentale nel passaggio di poteri tra il Consiglio Nazionale di Transizione e il CGN.

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